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ESCLUSIVA, Peppe Di Stefano: “Allegri è il garante del Milan. Ecco tutte le ultime novità di calciomercato”

L'intervista esclusiva a Peppe Di Stefano
Abbiamo intervistato in esclusiva Peppe Di Stefano (inviato a seguito del Milan per 'Sky Sport') che ci ha parlato di calciomercato, del futuro di Massimiliano Allegri e di tanto altro. Ecco le sue parole
Redazione PM

Il nostro inviato Stefano Bressi ha intervistato in esclusiva per 'PianetaMilan.it' il noto giornalista sportivo Peppe Di Stefano, inviato a seguito del Milan per 'Sky Sport'. Tra i tanti temi analizzati, si è parlato del mercatoma anche del futuro di Massimiliano Allegri e dei dirigenti, ma non solo. Ecco, quindi, tutte le parole rilasciate ai nostri microfoni.

Qualche giocatore si è presentato a Milanello nonostante il giorno libero concesso da Allegri?

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"Si, c'erano Bartesaghi, Gimenez e alcuni membri dello staff. Sono le ultime cinque settimane, non bisogna lasciare nulla al caso. Mi piace questa gestione di Allegri dei giorni liberi. Meglio dividerli durante la settimana che metterne due consecutivi. La testa resta sempre concentrata e i giocatori non possono fare viaggi: quando hanno 48 ore a volte qualcuno parte".


È anche un modo per tenere la squadra in buona condizione fisica per il finale di stagione?

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"Secondo me è più un riposo mentale. Sono settimane bellissime dal punto di vista atmosferico. Il Milan sta bene fisicamente, le sconfitte non sono dovute a problemi atletici. Contro il Napoli ha giocato una partita molto ordinata, poi gli episodi sono girati a favore loro. Per assurdo a volte giocare di più è meglio per un giocatore. L'adrenalina di una partita ti fa sempre dare qualcosa di più".

La qualificazione in Champions è ormai cosa fatta?

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"Si, però attenzione. Il Milan nelle ultime 8 partite non ha fatto bene, ha vinto col Verona grazie ai suo campioni, ma non ha giocato benissimo. Leao crea, Rabiot chiude e Maignan protegge, con Modric come luce in mezzo al campo e Gabbia che ha ridato sicurezza alla difesa. Nulla è scontato, anche se 8 punti di vantaggio sono tantissimi e mi lasciano ben sperare. Ne devi fare 7 se gli altri ne fanno 15. Il fatto che ci siano anche partite complicate è un bene, iniziare subito con Milan-Juventus è importante: nessuno vuole fare brutta figura, aldilà della qualificazione in Champions. La squadra è pronta per il finale di stagione, ma bisogna affrontarlo bene. Se avessimo visto la classifica una settimana fa sarebbe stata tutta un'altra cosa".

Allegri è intenzionato a rimanere come dichiara ufficialmente?

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"Il Milan era in difficoltà un anno fa: oltre all'ottavo posto in classifica era stata generata una confusione incredibile. Aver preso Allegri vuol dire aver preso una garanzia. In questo momento è il garante del Milan, almeno per quanto riguarda l'area sportiva. Allegri ha firmato un contratto triennale e, se dovesse centrare la qualificazione in Champions, sia lui che il suo staff verrebbero in automatico rinnovati di un altro anno. Questo vuol dire progetto. Il Milan non deve far scappare Allegri e non credo che voglia farlo. Lui vuole rimanere a Milano, ma la scorsa settimana è stato molto chiaro in conferenza: prima della sostenibilità ci sono i risultati e prima dei risultati c'è il Milan, che è al centro di tutto. Quest'anno i tifosi hanno accettato di lottare per la Champions League, ma l'anno prossimo dovrà cercare di vincere il campionato. Il Milan ha sette Coppe dei Campioni in bacheca e dovrà onorare il ritorno in Europa. Questo non vuol dire giocare per vincere la Champions, ma non scordiamoci che quattro anni fa è arrivato in semifinale: bisogna ricreare quell'atmosfera. Il blocco giovane e forte che era stato creato è stato annullato e si è ripartiti da zero con tanti errori negli ultimi anni. Allegri e Tare sono il primo mattoncino della rinascita. Questa stagione non può essere un punto di arrivo, deve essere un punto di partenza".

Cosa serve per vincere lo scudetto il prossimo anno?

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"Allegri vuole quello che vorrebbe qualunque allenatore che conosce il calcio. Questo Milan per me ha over performato: non ha la seconda rosa del campionato, ma è secondo in classifica. Il merito è di chi l'ha allenato e dei ragazzi che si sono messi a disposizione. L'anno prossimo devi avere dei giocatori in grado di ricaricare le energie in poche ore, come succedeva nel grande Milan di Maldini, Nesta, Gattuso, Pirlo... servono giocatori di caratura internazionale, come Maignan, Gabbia, Rabiot, Modric e Leao. A Verona la partita non la vincono i Ricci, Athekame, Fofana, Pulisic, Bartesaghi... la vincono i giocatori che sanno quando accelerare e quando soffrire. Servono giocatori come Goretzka, sappiamo che il Milan sta facendo dei passi avanti per lui. Goretzka è una chiara richiesta di Allegri. Poi un difensore di esperienza come Gila e Kim a cui affiancare un ragazzo. L'attacco è il reparto più da rivoluzionare, con Fullkrug in partenza e Nkunku e Gimenez da valutare. Serve un 9 e forse non solo quello. Anche sugli esterni qualcosa andrà fatto, i giocatori vanno stimolati attraverso la concorrenza, come succedeva con Saelemaekers e Messias. Saelemaekers è diventato molto forte, ma a volte nella stagione lunga può avere delle pause come tanti. Giocatori come Rabiot riescono a gestirsi anche nei momenti più negativi, altri fanno più fatica. A destra serve un'alternativa più forte di Athekame e a destra serve un vice Bartesaghi, che per me è presente e futuro, ma deve essere affiancato da un giocatore di esperienza che possa farlo crescere".

La società sarà in grado di accontentare le richieste di Allegri?

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"Allegri non allena il Milan per ego personale. Il Milan prima deve vincere, poi deve valorizzare. Negli ultimi anni si è guardato più alla valorizzazione del prodotto che alle vittorie. Una cosa è arrivare secondo/terzo/quarto, un altro è arrivare primi. La società deve fare questo step. Quando prendi Allegri sai di avere a che fare con un allenatore che ti da l'anima, ma che vuole anche qualcosa indietro. Comprare giocatori esperti come Modric e Rabiot aiuta ad aumentare il valore degli altri. Pavlovic ne è un esempio concreto. Non mi piace legare al Milan il tema della rivendita. Comprare i giovani è fondamentale, ma bisogna farli crescere in una base solida. Quando le cose non vanno bene bisogna aggrapparsi ai campioni. Giroud non era rivendibile, ma ha fatto crescere 7/8 ragazzi, era un esempio per tutti a Milanello. Il prossimo anno la società non potrà chiedere ad Allegri di puntare di nuovo al quarto posto e provare a non essere eliminato ai gironi di Champions. Bisogna trovare la soluzione per vincere ed essere sostenibile, non per essere sostenibile e magari vincere. È la stessa cosa, ma vista da due punti di vista diversi".

Quindi ci sono buone possibilità di vedere Allegri sulla panchina del Milan anche il prossimo anno?

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"Me lo auguro. Non puoi prendere Allegri e pensare che si appiattisca alla voglia di non vincere. Lui soffre ad arrivare a 12 punti dall'Inter. È un allenatore abituato a stravincere i campionati. Lo cercavano il Chelsea e il Real Madrid, stiamo parlando di un allenatore di questa fascia. Un anno fa di questi tempi se Conte avesse lasciato Napoli, probabilmente Allegri non sarebbe mai arrivato al Milan. Ora che ce l'abbiamo dobbiamo tenercelo stretto".

Potrebbero esserci dei cambiamenti in società?

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"Non ci sarebbe motivo di cambiare Igli Tare. Gli errori li fanno tutti, ma ha fatto un grande lavoro: tutti i giorni è a Milanello al fianco della squadra. Modric è stato un'idea sua. Alcuni acquisti possono andare bene, altri possono andare male. Ricordiamoci che il primo anno di Tonali è stato peggio di quello di Jashari, alcuni giocatori esplodono nell'immediato, mentre altri ci mettono un po' di più. Quando nel 2023 è uscito il comunicato della cacciata di Maldini era l'ultima cosa che mi aspettavo in vita mia. Se in questo momento c'è un equilibrio, soprattutto dalla parte sportiva, andrebbe lasciato intatto. Serve continuità e calma. Se in estate si fanno le cose per bene le cose possono solo andare meglio".

Capitolo attaccante?

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"Sicuramente il Milan avrà bisogno di un 9 alla Hojlund. Allegri ha bisogno di un attaccante che entra ad agosto ed esce a fine maggio. Bisogna capire anche con quale modulo si giocherà. Se giochi con il 4-3-3 puoi anche schierare Pulisic e Leao sugli esterni. Per Allegri la priorità è subire un gol in meno dell'avversario, è la prima cosa che ha detto quando ha visto la squadra. Poi in avanti servono le giocate e il talento dei singoli. Ho ancora un po' di fiducia su Nkunku, perché in allenamento è tutto un altro giocatore rispetto a quello che vediamo nelle partite".