PIANETAMILAN la storia amarcord Pato, 18 anni fa l’esordio show in Milan Napoli. Cafu: “In allenamento, ci guardavamo e..”
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Pato, 18 anni fa l’esordio show in Milan Napoli. Cafu: “In allenamento, ci guardavamo e..”

Matteo Ronchetti
Matteo Ronchetti Direttore responsabile 
Pato, 18 anni fa il gol all'esordio in Milan-Napoli e l'aneddoto di Cafu su Maldini: "In allenamento ci faceva impazzire. Capitano, vai tu"

E' il 13 gennaio 2008 quando Alexandre Pato fa il suo esordio con il Milan. In una fredda serata di inizio anno i rossoneri ospitano a San Siro il Napoli: il brasiliano è ancora un oggetto misterioso, un ragazzino con l'apparecchio ai denti e la faccia simpatica. Una formica fra i giganti. Quella squadra è piena zeppa di campioni e talento, mentre il tifoso rossonero - cresciuto nell'era berlusconiana a caviale e champagne - è quasi assuefatto alla bellezza. Come puoi colpire il cuore di una persona quando ha tutto? Sembra impossibile. Poi, arriva lui, Pato. Basta un tocco, un lampo. Quel talento esplose davanti a tutti 18 anni fa, totalmente inaspettato. E fu subito colpo di fulmine. Magia.

Kakà-Ronaldo-Pato: ma che tridente aveva il Milan??

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Quello era il Milan di Carlo Ancelotti, campione d’Europa e del mondo. La partita, per la cronaca, finisce in goleada: per 5-2. In campo c’era un tridente brasiliano irreale: Kakà, Ronaldo il Fenomeno e il giovanissimo Pato. I gol furono di: Ronaldo, Seedorf, ancora Ronaldo, Kakà e infine Pato, al primo gol in rossonero, per chiudere la manita. Una notte che sembrava l’inizio di qualcosa di infinito. Lo ha spiegato poco tempo fa, in un podcast, anche Marcos Cafu, ex capitano del Brasile, campione assoluto ed ex compagno di squadra di Pato in quel Milan.

Cafu e l'aneddoto su Pato e Maldini: "Capitano, vai tu"

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Quando Cafu parla di Pato, le parole non sono mai leggere. Perché certi ricordi, al Milan, pesano ancora. Ci sono frasi che, anche dopo anni, restano lì. E fanno ancora rumore. Quando a pronunciarle è Cafu, uno che ha vissuto il Milan dall’interno, con Maldini e Nesta, ogni parola diventa memoria rossonera.

“Chi va contro Pato?

Il racconto parte da Milanello. Allenamento, uno contro uno. In campo ci sono Cafu, Nesta e Maldini. Davanti a loro, un ragazzo appena arrivato. “Dicevamo: ‘Chi va contro Pato?’”. È Maldinia rompere gli indugi. Come sempre, con naturalezza: “Capitano, vai te.”, fanno gli altri in coro. Prima Cafu, poi Nesta. Intorno, sorrisi e mani che si muovono nell’aria, come a dire una cosa sola: “Tanto non riesci a prenderlo". Avevano ragione. “Non riuscivi davvero a prenderlo”


Cafu lo dice ancora oggi con stupore: “Non riuscivi davvero a prenderlo.”. Pato cambiava direzione senza preavviso. Destra, sinistra. Calciava con entrambi i piedi, tirava le punizioni, segnava di testa. Ma soprattutto aveva uno scatto devastante, impossibile da leggere. “Aveva una forza e un cambio di direzione che non sapevo come fermare.” E mentre ti saltava, aveva pure il tempo di sorridere: "Quando ti superava, salutava Maldini”.

Quella frase che pesa come un macigno

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Poi arriva la dichiarazione che pesa più di tutte. Cafu la ripete ancora oggi, ovunque: “Quando arrivò al Milan dissi a Serginho: 'Il più grande centravanti brasiliano che abbia mai visto è qui di fronte a noi. E' Alexandre Pato". Una frase enorme. Detta da chi ha conosciuto leggende vere. Una triste profezia, perchè quel talento durò poco, falcidiato dagli infortuni e da una fragilità fisica maledetta. Quanta bellezza che ci siamo persi!

Cafu: "Rimanevo lì a guardarlo". Pato, che rimpianto!

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Le parole di Cafu oggi fanno riaffiorare una sensazione comune a molti milanisti: aver visto qualcosa di speciale, anche se per troppo poco tempo. Pato era istinto, velocità, sorriso. Era quel giocatore che, in allenamento, faceva scuotere la testa anche a Maldini e Nesta. “Io rimanevo a guardarlo,” dice Cafu. E forse basta questo. Il calcio cambia. I ricordi no. E quando uno come Cafu dice che non lo prendeva nessuno, Alexandre Pato resta lì: nel cuore di chi c’era e nella memoria di chi sa riconoscere il talento vero.