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CALCIOMERCATO MILAN

Milan, l’addio a Tare è un errore? Così Cardinale rinuncia alla continuità nel progetto

Emiliano Guadagnoli
Emiliano Guadagnoli Redattore 
Igli Tare verso l'addio al Milan a fine stagione. La nostra analisi sui colpi Modrić, Nkunku e Jashari e il grande rischio della mancanza di continuità.

Continuano le voci e il caos intorno al futuro del Milan: tra possibili ingressi di Briatore, passi indietro di Furlani e Ibra, quello che sembra certo è l'addio a fine stagione a Igli Tare. Il direttore sportivo fa parte della possibile rivoluzione che Gerry Cardinale metterà in atto a fine stagione. Aldilà di chi potrebbe prendere il suo posto (si continua a parlare di Tony D'Amico), il problema resta sempre lo stesso: i rossoneri non riescono a trovare continuità nelle ultime stagioni e questo ha ripercussioni importanti sulle scelte sul mercato e sui risultati della squadra in campo.

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Milan, manca continuità nel progetto

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Dopo l'addio di Paolo Maldini dalla dirigenza rossonera e dopo la fine del ciclo di Pioli, il Milan non riesce a trovare una base vera e propria sulla quale costruire. Chi ha vinto nelle ultime stagione, ovvero l'Inter, non ha cambiato a livello dirigenziale, continuando ad affidarsi a persone brave e qualificate come Marotta e Ausilio. Igli Tare non ha avuto neanche il tempo di lasciare il graffio e di dare una forma al Milan. Arrivato in ritardo la scorsa stagione, non ha potuto pianificare con anticipo il mercato e si è dovuto arrangiare senza programmazione. Un lato fondamentale di un club di calcio che molte volte viene sottovalutato.

Sicuri che dire addio a Tare sia la mossa giusta? 

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Quali sono state le mosse vere di Igli Tare? Difficile saperlo visto il clima di caos e dubbi che circola sempre sulle scelte del mercato del Milan. Tre colpi vengono spesso associati al direttore sportivo dei rossoneri: Luka Modrić, Ardon Jashari e Nkunku. Il primo è stato volutamente cercato da Igli Tare ed è stato un colpo fondamentale per la stagione del Milan: con il croato, i rossoneri hanno trovato un centrocampista unico per qualità offensiva e di visione di gioco, che ha anche sorpreso per la sua duttilità in difesa. Gli altri due hanno per ora deluso, con dei 'ma' da prendere in considerazione. Lo svizzero ha giocato poco (5 partite da titolare in Serie A) e forse non ha ancora trovato il ruolo giusto con i rossoneri. Da mediano non brilla. Discorso simile per il francese: spesso messo come prima punta del 3-5-2, potrebbe davvero dare sfogo alle sua qualità da esterno sinistro offensivo. Entrambi potrebbero fare molto meglio nella prossima stagione. Tare avrà le sue colpe e avrà commesso errori, ma cambiare ogni anno, senza dare continuità al progetto non è segno di salute.