Alaba rappresenterebbe un parametro zero di lusso, con un curriculum importante e una comprovata esperienza ai massimi livelli europei. Tuttavia, come riportato dal 'Corriere dello Sport', l’austriaco chiederebbe un ingaggio elevato, in linea con il suo status internazionale. Un elemento che impatta in modo significativo sulle valutazioni del Milan. A 33 anni, inoltre, il difensore non viene considerato un investimento strategico nel medio-lungo periodo, soprattutto in relazione alla sostenibilità economica dettata dalla linea RedBird.
La linea RedBird e i dubbi sulle condizioni fisiche
—La politica societaria del fondo RedBird, guidato da Gerry Cardinale e rappresentato in via Aldo Rossi dall’amministratore delegato Giorgio Furlani, è chiara: puntare su giocatori giovani, con margini di crescita e futura rivendibilità. L’idea è valorizzare profili che possano generare plusvalenze negli anni successivi, evitando operazioni onerose a parametro zero con scarsa prospettiva di rientro economico.
In questo contesto, l’operazione Alaba si scontra con l'orientamento aziendale. A pesare ulteriormente sono le condizioni fisiche del giocatore: durante l’ultima stagione è stato frenato da una lunga serie di problemi che gli hanno consentito di scendere in campo soltanto 14 volte per un totale di 415 minuti complessivi. Un dato che alimenta perplessità sotto il profilo dell’affidabilità. I pareri interni restano discordanti e, al momento, la trattativa non decolla. Il Milan ascolta e valuta: l’opportunità esiste, ma alle condizioni attuali non rappresenta una priorità.
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