Tra sfoltimento della rosa in esubero e grandi investimenti: caccia al partner ideale per Adrien Rabiot, ma la concorrenza della Premier fa paura

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Roma, Gasperini: "Il mercato è una bestialità". Su Manu Koné ... | VIDEO

Il nuovo Milan di Rúben Amorim è particolarmente attivo, in questa sessione estiva di calciomercato, sul fronte delle entrate: l'ufficialità degli acquisti di Gonçalo Ramos e Mario Gila, rispettivamente da PSG e Lazio, ha risollevato il morale dei tifosi rossoneri dopo il tremendo segmento finale della scorsa stagione. Ora ci si aspetta che il Diavolo intervenga sugli esterni e sulla trequarti, per poi rifinire la rosa con un altro centravanti e un ulteriore puntello difensivo. E a metà campo? I rumors accostano con insistenza il Milan a Manu Koné della Roma. Ma quanto c'è di vero e come si inserisce questa voce nelle strategie rossonere?

Rúben Amorim, nuovo allenatore AC Milan, potrebbe avere Manu Koné della Roma in questo calciomercato estivo 2026

La regola del mercato rossonero: prima vendere, poi acquistare

Partiamo da una certezza. Il Milan, al momento, a centrocampo è in netta sovrabbondanza. Amorim schiera la squadra con il suo iconico 3-4-2-1 e, di conseguenza, utilizza soltanto due mediani centrali rispetto ai tre che l'anno passato soleva schierare l'ex tecnico Massimiliano Allegri. Pertanto, la regola interna di Via Aldo Rossi è chiara: prima di acquistare, bisogna vendere. I piani del tecnico portoghese vedono la conferma di Luka Modrić (vicino al rinnovo contrattuale per un'ulteriore stagione) e di Adrien Rabiot come pilastri d'esperienza; alle loro spalle si valuteranno le rotazioni di Samuele Ricci e Ardon Jashari, con il giovanissimo Christian Comotto pronto a giocarsi le sue carte in Prima Squadra se convincerà lo staff durante il ritiro estivo.

L'operazione sfoltimento, di fatto, è già partita. Chi non rientra nel progetto tecnico è destinato a fare le valigie: Youssouf Fofana ha forte mercato in Turchia (piace al Beşiktaş), Ruben Loftus-Cheek ha ricevuto sondaggi dal Coventry e Warren Bondo potrebbe rimanere in Serie A, sponda Udinese o Monza. In una terra di mezzo troviamo Yunus Musah, di rientro dal prestito all'Atalanta, e Kevin Zeroli, reduce dall'esperienza in Serie B alla Juve Stabia. Ai saluti invece Ismaël Bennacer, ormai prossimo alla risoluzione consensuale per firmare a parametro zero con i qatarioti dell'Al-Shamal.

L'assalto a Manu Koné e gli ostacoli della trattativa

Solo dopo aver alleggerito il monte ingaggi e la rosa, indicativamente nella seconda metà di agosto, il Milan potrà eventualmente sferrare l'assalto a un profilo con le caratteristiche di Manu Koné. Anche perché Modrić, per stessa ammissione di Amorim, nella stagione 2026-2027 non potrà garantire tutte le partite a causa del logorante doppio impegno tra Serie A ed Europa League. Un innesto di fisicità e dinamismo al fianco di Rabiot servirebbe come il pane. Sfumato l'obiettivo Morten Hjulmand, passato all'Atlético Madrid, il romanista diventerebbe la primissima scelta. L'intesa con Rabiot d'altronde è totale, avendo condiviso lo spogliatoio e il campo nella Nazionale francese di Didier Deschamps durante i Mondiali: una coppia transalpina a protezione della difesa garantirebbe un inserimento immediato senza i tipici problemi di ambientamento tattico. I radar del Milan su Koné non sono una novità: gli scout rossoneri lo seguivano fin dai tempi del Tolosa, ancor prima del suo trasferimento al Borussia Mönchengladbach. Da allora il suo status internazionale è radicalmente cambiato. La Roma valuta il cartellino del centrocampista non meno di 50 milioni di euro, complice una crescita costante in maglia giallorossa. Se l'esborso economico per Ramos ha dimostrato che la proprietà ora non teme più gli investimenti pesanti, gli ostacoli principali sono stavolta di natura competitiva. La Roma, infatti, può offrire a Koné la vetrina della Champions League, competizione a cui il Milan quest'anno non parteciperà. Inoltre, sullo sfondo resta l'ombra del Liverpool e del Manchester United: davanti al fascino e alle disponibilità economiche delle squadre della Premier League, si sa, la concorrenza rischia di farsi proibitiva.

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