Il calciatore classe 1999, vecchia conoscenza della Bundesliga per i suoi trascorsi quadriennali con la maglia del Bayer Leverkusen prima del trasferimento all'Aston Villa, milita attualmente nella Saudi Pro League tra le fila dell'Al-Ittihad. Nonostante la distanza geografica, il richiamo del calcio europeo d'élite potrebbe favorire il suo ritorno in un top campionato continentale già nelle prossime settimane.
I numeri in Arabia Saudita e il precedente tentativo dell'Inter
—L'investimento economico sostenuto dall'Al-Ittihad due stagioni fa è stato imponente. Ben 60 milioni di euro versati nelle casse dei club inglesi per garantirsi le prestazioni del nazionale transalpino. Un rendimento che Diaby ha ampiamente ripagato sul terreno di gioco attraverso statistiche di assoluto rilievo nel biennio mediorientale:
Questi numeri avevano spinto l'Inter a muoversi con decisione già durante la scorsa sessione invernale di mercato. La dirigenza nerazzurra aveva formalizzato una proposta economica concreta, scontrandosi tuttavia con il temporaneo muro della società saudita, che ha preferito congelare la cessione a metà campionato.
La strategia del Milan: l'erede designato di Rafael Leão
—La vera novità delle ultime ore è rappresentata dal forte inserimento del Milan di Gerry Cardinale. I vertici di Via Aldo Rossi hanno avviato i primi contatti esplorativi con l'entourage del giocatore, con l'obiettivo programmatico di anticipare la concorrenza dei cugini nerazzurri. La mossa strategica si lega direttamente alle dinamiche interne della rosa rossonera: il profilo di Diaby, per velocità e attitudine al dribbling sulla fascia, è stato individuato come il perfetto sostituto in caso di addio definitivo di Rafael Leão.
Il contratto del francese con l'Al-Ittihad è valido fino al 30 giugno 2029, una scadenza a lungo termine che richiede uno sforzo economico non indifferente. Tuttavia, la base d'asta fissata in Medio Oriente appare inferiore rispetto alla spesa iniziale. Se a gennaio l'Inter si era detta pronta a spingersi fino a una valutazione di 35-40 milioni di euro, la medesima cifra potrebbe bastare in estate per ottenere il via libera definitivo dei sauditi, pronti a rimodellare il proprio reparto stranieri anche in vista di altri colpi in entrata dall'Europa.
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