Mister Gattuso non esclude cambiamenti tattici per il Milan del futuro e l'esperimento con le due punte è più di una suggestione
I Contro del 4-4-2
di Valerio Paini
Detto questo, il 4-4-2 si presta inevitabilmente ad attente riflessioni, le stesse che puntualmente, e giustamente, fa Gennaro Gattuso. In primis gli uomini e il mercato non sono stati fatti per questo tipo di modulo, dovendosi adattare in molti e mancando i ricambi naturali. In secondo luogo, l'ingresso in campo di una seconda punta toglie un uomo in mezzo al campo impoverendo il gioco, soprattutto se quell'uomo è Jack Bonaventura, statisticamente il più sostituito quando il Milan si schierava con questa soluzione. Visti i numeri da record che sta raccogliendo, pensare a un Milan senza di lui, in questo momento, è impossibile. Terzo punto: gli esterni della linea a quattro diventano centrali in questo modulo vista la doppia fase che sono obbligati a fare. In questo senso però sia Suso sia Hakan Çalhanoğlu non sono adatti a questo tipo di lavoro e il troppo dispendio energetico potrebbe portarli a perdere brillantezza una volta giunti nella zona nevralgica del campo. Infine la fase difensiva: in mezzo al campo, con un uomo in meno, si è più scoperti e la zona centrale diventa più vulnerabile, senza contare che negli half spaces, se non viene mantenuta la compattezza necessaria, le squadre con il gioco più organizzato ci potrebbero banchettare. E in questo momento che la fase difensiva e la fase di non possesso sono quelle da migliorare, il cambiamento di modulo potrebbe esporre ancora di più i rossoneri a difficoltà. Insomma, ora come ora, il 4-4-2, come più volte anche Gennaro Gattuso ha affermato, può essere solo una soluzione in extremis per i momenti finali delle partite.
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