Il Milan ha trovato tanti potenziali talenti. Molti, però, hanno deluso. Da Mastour ad Albertazzi: non sempre le promesse vengono mantenute.
MASTOUR
Abile nel dribbling, palla incollata al piede, grande tecnica individuale, praticamente un predestinato. Hachim Mastour arrivò al Milan dalla Reggiana, come giovane talento pronto a vestire i panni del campione. Nelle giovanili rossonere, l’impatto del giovane marocchino fu devastante: gol, assist, grandi numeri e la convinzione della dirigenza rossonera di aver in casa un autentico fuoriclasse. Alle premesse non seguirono i fatti. Seedorf lo aggregò alla prima squadra, ma Hachim non trovò spazio. La società allora decise per la cessione, ed il Malaga lo accolse a braccia aperte. In Spagna, Mastour trovò posto solo in panchina ed a fine stagione tornò al Milan. La società quest’estate ha trovato una nuova sistemazione al suo talento. Il PEC Zwolle, modesta squadra olandese ha deciso di affidarsi alle magie del numero 98, giocatore più giovane della storia a vestire la maglia della nazionale marocchina (16 anni e 362 giorni). Mastour, in Eredivise, spera di trovare spazio e continuità, ma soprattutto un allenatore che creda in lui. Le potenzialità ci sono, l’età dalla sua parte, ma per chi ha bruciato le tappe questo sembra essere l’ultimo treno.
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