Pippo Inzaghi (Fonte foto: acmilan.com)
Pippo Inzaghi (Fonte foto: acmilan.com)
In vista dell'incontro in programma domenica sera al Tardini, il Milan si prepara a Milanello, provando a capire chi dei nazionali è in forma e chi no. Il modulo di partenza dovrebbe essere sempre lo stesso: il 433, per non togliere certezze alla squadra.In settimana però si sono provate alcune varianti e non è detto che si vedranno già a Parma, a partita in corso. Intrigante – per gli echi del passato - è la possibilità di adottare il 442. In quella che fu la terra di Sacchi prima e Ancelotti poi, Inzaghi potrebbe riproporre un modulo old style ma di nuova generazione, con a destra Bonaventura (che per la capacità di saltare l'uomo, la velocità e i puntuali inserimenti in zona gol ricorda il Donadoni di quegli anni) e a sinistra El Shaarawy.La vera pecca, però, in attesa di Montolivo è in mezzo al campo, dove manca un vero regista. De Jong e Muntari sono dighe eccellenti, ma non forniscono la giusta dose di geometrie. Davanti, invece, si tornerebbe ai due attaccanti tanto desiderati dal Presidente Berlusconi: Torres, perfetto come prima punta pronto a sfruttare i rifornimenti degli esterni, e Menez, schierato nel suo ruolo naturale di rifinitore/seconda punta.Insomma un Milan all'apparenza più offensivo, ma in realtà più equilibrato nel giocare con la squadra alta e predisposta ad un pressing feroce nella metà campo del Parma. Mister Inzaghi è tentato ed anche la società sembra avallare questa soluzione che potrebbe avere il via libera nell'incontro a Milanello tra il mister e il presidente Berlusconi. Il 4-4-2, un ritorno al passato per costruire un nuovo futuro.Stefano Cocozza

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