fonte: calciomercatonews.com
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Lo stadio Tardini di Parma, domenica pomeriggio, sarà teatro di una battaglia su più fronti tra Parma e Milan. I ducali sono reduci da una cocente sconfitta in casa del Cesena, il Milan cerca continuità dopo la soddisfacente vittoria contro la Lazio. C'è dell'altro: la presenza in campo di Antonio Cassano da Bari, un passato nel Milan, che lo acquistò dalla Sampdoria nel gennaio 2011: "Il Milan sarà la mia ultima squadra. So che questa è l'ultima grande occasione della mia carriera. Se sbaglio anche qui, sono da rinchiudere in manicomio. Il Milan è come una famiglia, ci sono tanti campioni che danno l'esempio."La famiglia poi lo ha ripudiato ed al manicomio non devono averlo accettato, visto che nel 2012 venne ceduto all'Inter, nell'operazione che portò Pazzini in rossonero: "Ringrazio comunque il popolo rossonero per l'affetto che mi hanno dimostrato quando sono stato male. Da Tavana che mi ha salvato la vita, a Tassotti fino a Barbara Berlusconi. Io mi sono trovato male solo con una persona"Quella persona era Adriano Galliani, con la quale i rapporti erano evidentemente compromessi e solo successivamente sarebbero stati ricuciti (come conferma l'iniziativa benefica dell'ice bucket challenge in cui Cassano ha nominato proprio Galliani). Con Mazzarri nuovo allenatore nerazzurro, nel 2013 per Cassano si è presto conclusa anche la favola Inter: cessione definitiva al Parma dove tra litigi, riappacificazioni e strizzatine d'occhio alla Sampdoria, continua ad interpretare un ruolo da protagonista agli ordini di Roberto Donadoni.Ma in fin dei conti quello di Cassano è soltanto uno dei fronti di battaglia che saranno in ballo tra Parma e Milan. Si potrebbe infatti parlare di Donadoni: ex calciatore rossonero in procinto di prendere le redini del Milan prima che venisse confermato Inzaghi. Oppure di Biabiany: quell'esterno offensivo praticamente già acquistato e solo all'ultimo sfumato. E ancora di Zaccardo: ex calciatore del Parma che al momento di tornare a Collecchio rifiutava il trasferimento, facendo saltare proprio l’affaire Biabiany. O forse è meglio tacere, e lasciare che ancora una volta sia il campo da gioco a decretare il vincitore della battaglia.Stefano Iardella.

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