Fonte: it.eurosport.yahoo.com
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Oramai è guerra totale in via Aldo Rossi. Una di quelle guerre silenziose, ancora più dolorose perché combattute tra poche parole. In casa Milan prima si scaturisce la battaglia interna nella dirigenza (B.Berlusconi vs Galliani), poi subentra la guerriglia ‘società vs Seedorf’. Insomma, parlandoci chiaro, non se né può più. Il tempo scorre, i problemi aumentano e il Milan si assottiglia sempre di più. Una società, una squadra con anni di storia alle spalle che avrebbe bisogno di equilibri, di garanzie e che, invece, si ritrova sempre in mezzo a scandalosi tafferugli interni. Pare che ogni volta a Milanello ci sia la necessità di trovare un capro espiatorio per addossargli tutte le colpe. Il ciclo gira e questa volta è toccato a Seedorf.Potrebbe anche aver errato in alcune partite, potrebbe anche aver sbagliato atteggiamento con il gruppo. Qualunque sia il problema, comunque, c'è bisogno di maggior rispetto. L’allenatore olandese ha cercato, in ogni caso, di risollevare una squadra che ha trovato, non per colpa sua, scarica e senza motivazioni. Le ha provate tutte, non tirandosi indietro neanche dinanzi alle lamentele e agli stravizi della dirigenza. Soprattutto del presidente, desideroso di vedere in campo il suo Milan con uno schieramento diverso, il 4-3-1-2. Seedorf, al costo di andare contro le sue idee calcistiche, ha obbedito e messo in pratica.Dopo tutto ciò, le accuse della società continuano ad aumentare a dismisura. Berlusconi non ha esitato a lanciare stoccate nei confronti del tecnico rossonero. In ogni sua intervista non ha mai speso parole d’elogio per lui, criticandolo, anzi, anche in maniera indiretta. Lady B preferisce, invece, rintanarsi nei suoi silenzi lunghissimi. Non è mai uscita allo scoperto, non ha mai parlato della vicenda allenatore e difficilmente lo farà in futuro. Infine Galliani. L’amministratore delegato parla e come. Il problema è che non lo fa dinanzi alle domande dei giornalisti, ma preferisce colpevolizzare Seedorf dalle tribune di uno stadio. Quel “Gioca Honda, perché Seedorf è matto” sa tanto di addio. Ma anche questo, come quello del presidente, scoccato in maniera assolutamente indiretta.Di fronte al tecnico calma piatta, tutti restano in silenzio. Poi, però, di nascosto o in modo velato tutti gli danno addosso. Continue lamentele per una squadra che non ha di certo creato Seedorf, ma che è frutto di un mercato basato su investimenti sbagliati e controproducenti. E il mercato, ricordiamo, non l'ha fatto Seedorf, ma ben si coloro che non perdono occasione per attaccare l'operato dello stesso. La manica nel calcio conta - nessuno lo mette in dubbio - ma non è tutto. Accusare un allenatore arrivato a metà stagione sembra troppo. Cosi non si può andare avanti. Dalle parti di Milanello deve, necessariamente, tornare a splendere quel sole che non brilla da mesi, da anni. Le guerre, soprattutto se interne, causano solo male e feriti. E’ arrivato il momento di trovare una tregua, di tornare a pensare al bene di un Milan, che sembra essere abbandonato al proprio destino.

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