Pippo Inzaghi (Fonte foto: ivm.ilcalciomagazine.it)
Pippo Inzaghi (Fonte foto: ivm.ilcalciomagazine.it)
Siete stato pesato, siete stato misurato e siete stato trovato mancante.” È stata una delle frasi cult de “Il destino di un cavaliere", pronunciata da un giovanissimo e splendido Heath Ledger nel ruolo di William Thatcher, uno scudiero garzone con una grande sogno: diventare un cavaliere e, quindi, “cambiare le proprie stelle.” Ci riuscirà, grazie alla morte del suo padrone durante una giostra, così non perse l’occasione ed ultimò la gara. La pellicola prosegue, poi, tra colpi di scena, amori apparentemente impossibili e, tanto per cambiare, un finale trionfalistico. In poche parole William è riuscito a fare quello che Mister Inzaghi sta chiedendo ai suoi ragazzi dal fischio finale di Milan - Lazio.La prima giornata ha visto il Milan uscire tra gli applausi di San Siro e i commenti positivi della carta stampata. Peccato che era solo il primo giro di giostra, ma, soprattutto, il Milan ha stupito per voglia, cattiveria agonistica e corsa, non di certo le armi con cui si contraddistingue una grande squadra: i gol sono arrivati con delle rapide ripartenze, colpendo in contropiede la lenta difesa laziale. Già, l’ambiente aveva bisogno di una partenza così per scacciare le nubi di un precampionato non proprio ottimale e portare delle ventate di entusiasmo. Inzaghi ha stupito tutti, proprio come William nel suo primo combattimento, ma il divario tra loro e un grande cavaliere è ancora troppo ampio: entrambi hanno un gran cuore, che è un ottima dote nei combattimenti, ma non deve essere l’unica su cui costruire i propri sogni di grandezza. Serve tecnica, qualità e quella capacità di mantenere il polso del combattimento, capire quando è il momento di attaccare o, invece, di raffreddare gli ardori avversari; non si può restare semplicemente a parare i colpi e ripartire.D’altronde, se hai sul petto il blasone del Milan hai un solo modo di scendere in campo. Il presidente ha tracciato la via tanti anni fa, ma non è di certo passata di moda. “Il Milan ha come missione aziendale lo scendere in campo per essere padrone del giuoco, vincere convincendo e con un comportamento leale nei confronti degli avversari.” Concetti, di sicuro, ripresi nei diversi summit estivi ad Arcore e nelle visite a Milanello. Il Tardini sarà un ottimo banco di prova perché potremo capire a che punto siamo nel tentativo di chiudere quel divario tra noi e le grandi squadre. Non saranno solamente i novanta minuti della seconda di campionato, ma ben altro. Sarà una vera e propria prova di maturità per i ragazzi d’Inzaghi. Il Milan sarà pesato, misurato e, se sarà stato trovato mancante, farà una brutta caduta. Se, invece, avrà fatto quel passo in più rispetto alla prima, allora, si potrà guardare al futuro con quello sguardo sicuro e sereno di chi sta battendo il sentiero giusto. Il cavaliere Inzaghi non vede l’ora che inizi la giostra perché muore dalla voglia di “cambiare le proprie stelle.Paolo Nicoli

Pippo-Inzaghijpgfit320,320.jpeg

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti