qn.quotidiano.netSiamo ormai giunti al termine della stagione ed è ora di cominciare a fare un bilancio dell'annata rossonera. Resta ancora un lumicino di speranza per la qualificazione all'Europa League, ultima ancora di salvezza in una delle stagioni più buie della gestione Berlusconi. I tifosi si aspettano chiarezza da parte della proprietà a questo punto e proprio per questo vi proponiamo #3Motivi per cui è necessario cominciare a parlare chiaro sul futuro del Milan.1. Che mercato sarà? Il primo punto da affrontare riguarda la prossima sessione di acquisti e cessioni. La qualificazione o meno all'Europa League non sposterà di molto gli equilibri, anche in termini economici, e dopo una stagione del genere la società è a un bivio. Due infatti sono le tipologie di mercato che si possono adottare in questi casi: rifondare come ha fatto la Roma o adagiarsi come ha fatto l'Inter. La dirigenza è chiamata a chiarire se il rilancio è previsto già per il prossimo campionato, con investimenti corposi e mirati, o se, a causa dei mancati introiti, i tifosi possano mettersi l'anima in pace e prepararsi a un mercato senza colpi ad effetto.2. Il ruolo del Milan in Italia e in Europa: tornare protagonisti o restare comparse? Il Diavolo è abituato a vincere, soprattutto in Europa: è il suo Dna. Questo il mantra di Casa Milan, ma purtroppo la realtà contingente è ben diversa: i rossoneri in Serie A ormai latitano, tanto che la qualificazione all'Europa League, un tempo derisa e snobbata dai tifosi, risulta essere l'obiettivo massimo della società (e anche difficilmente raggiungibile). Nelle ultime apparizioni in Champions League poi, il Milan non è certo stampo padrone del campo e del gioco come in passato, anzi: spesso si è ritrovato alla mercé di squadre decisamente meno blasonate, senza contare il divario sempre più evidente con i top club continentali.3. Qual è il progetto? Ad inizio stagione si andava ripetendo che per tornare a grandi livelli senza spendere le cifre monstre degli altri club europei, bisognava investire sui giovani. A gennaio però, dopo un avvio di campionato disastroso, il mercato ha smentito questo progetto: su 4 giocatori acquistati, solo uno (Taarabt) rientra nei parametri indicati negli ultimi due anni. Il cambio di allenatore poi, fatto in inverno e non l'estate scorsa, ha dato l'impressione che anche in società non sia chiara la missione del club. La domanda nei tifosi sorge spontanea: ma un progetto c'è davvero? E se c'è, qual è? Finora la dirigenza ha parlato solo di aumentare i ricavi dal marketing e portare il Milan ad autofinanziarsi, ma dal punto di vista tecnico-sportivo non è stata data nessuna indicazione chiara: c'è bisogno di mettere subito le carte in tavola, per organizzare al meglio la rifondazione del Milan e non incappare in errori dettati dalla mancanza di una programmazione efficace.