Galliani e AllegriSe questa era l'ultima chiamata, il Milan l'ha fallita. Secondo scontro diretto perso, terza sconfitta totale, con 14 gol presi e già 13 punti di distacco dalla prima in classifica. Verrebbe da dire che questo non è Milan, ma purtroppo lo è. La grinta non manca mai, ma sono le basi di una squadra costruita male a scricchiolare. Mancano tanti infortunati, è vero, e magari dopo la sosta il Milan cambierà faccia, ma i dati non mentono. In sette partite i rossoneri hanno vinto solo due volte, salvandosi in extremis in tre occasioni: con Torino, Bologna e Ajax. I punti raccolti finora sono appena 8, come il Livorno. Atalanta, Parma, Torino, Hellas Verona hanno fatto meglio. La determinazione di Muntari e De Jong non basta più, a questa squadra serve qualità, serve un gioco. Servirebbe un po' di quella classe che Pirlo ha dispensato di nuovo contro i suoi ex compagni, firmando un gol e mettendoci lo zampino su quello di Chiellini. Sembra uno scherzo del destino, ma forse è soltanto un segnale. Al di là del risultato, il Milan ha tirato in porta tre volte, due con Muntari (prima doppietta in carriera per il ghanese) e una con Zapata. Lo score rossonero finisce qui. E' stato preso a pallate. Il punteggio non descrive fino in fondo la superiorità della Juventus. Sintetizzando, una squadra ha giocato a calcio, l'altra ha rincorso il pallone, senza mai dare la sensazione di essere pericoloso. L'irritazione mostrata da Allegri ad alcune domande (vedi quelle su Mexes e Pirlo) è lo specchio di questo Milan: preoccupato e preoccupante.

Immagine non disponibile

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti