Cinque considerazioni dopo Milan-Verona… con vista sulla finale di Coppa Italia

Cinque considerazioni dopo Milan-Verona… con vista sulla finale di Coppa Italia

4-1 del Milan a San Siro sul Verona e il sito ufficiale del club rossonero ha tirato fuori cinque considerazioni sul match. Mercoledì c’è la Juventus

di Daniele Triolo, @danieletriolo

(fonte: acmilan.com)4-1 del Milan a San Siro sul Verona e il sito ufficiale del club rossonero, ‘acmilan.com’, ha tirato fuori cinque considerazioni sul match. Mercoledì c’è la finale di Coppa Italia contro la Juventus…

I GOL CRESCONO – A Bologna era arrivato il settimo gol in campionato di Giacomo ‘Jack’ Bonaventura, contro il Verona i rossoneri sono andati a segno con il quinto gol di Hakan Çalhanoğlu e l’ottavo di Patrick Cutrone. Il refrain della mancanza del bomber da 20 gol ha fondamento, ma i pozzi da cui pescare per andare a rete sono oggi tutti freschi e piuttosto riforniti.

IL SENSO DI MILAN-VERONA – Era importante constatare il pieno e totale recupero di Alessio Romagnoli. Così come l’assestamento di Manuel Locatelli al centro del gioco. Per non parlare della rifioritura di Jesús Suso. La partita ha detto che tutti gli obiettivi di campo dello stesso tipo di confronto che ci aveva fatto penare con il Benevento, sono stati centrati.

LA COPPA ITALIA DEL MILAN – L’andatura verso Roma dei rossoneri è stata di alto livello. Superato 3-0 il Verona, il Milan ha battuto l’Inter con il gol di Cutrone ai tempi supplementari e conquistato il pass, dopo tante occasioni sfiorate nel ritorno dell’Olimpico, nella doppia semifinale contro la Lazio. La squadra rossonera va all’Olimpico da finalista consacrata dai risultati della competizione.

IL DESTINO DEI SUPPLEMENTARI – Tra tradizione e attualità. Dal 2003 al 2016, Milan e Juventus sono finite cinque volte ai tempi supplementari. Dalla finale di Champions League a Manchester alle gare di Coppa Italia del 2012 e 2013 a Torino, fino agli ultimi atti di Roma 2016 e Doha 2016. Dovesse succedere ancora, ci vorranno tanta lucidità e nervi saldissimi.

LA DIFFERENZA DI BASE – La stagione ha dimostrato, da quando Gennaro Gattuso è allenatore del Milan, che la squadra rossonera ha bisogno di continuità di gioco e di intensità per esprimersi al meglio. A Londra come a San Siro, la Juventus ha dimostrato che è sempre a caccia dell’attimo e che le bastano uno-due attimi per risolvere. È in queste sfumature che il Milan dovrà provare a trovare la strada giusta per conquistare il trofeo.

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