Suso e Calhanoglu, segnali di risveglio: adesso va armato Piatek

Suso e Calhanoglu, segnali di risveglio: adesso va armato Piatek

Jesus Suso e Hakan Calhanoglu tra i migliori in campo nella ripresa di Milan-Lazio. Per Gennaro Gattuso elementi fondamentali nella lotta Champions

di Daniele Triolo, @danieletriolo

ULTIME MILAN – Se dovessimo indicare due giocatori annoverabili tra i ‘fedelissimi’ di Gennaro Gattuso, tecnico rossonero, questi sarebbero certamente Jesus Suso, esterno offensivo spagnolo classe 1993, e Hakan Calhanoglu, fantasista turco classe 1994.

Loro, più di Alessio Romagnoli, Ricardo Rodriguez o Franck Kessie, tanto per fare altri tre nomi, perché anche quando, durante la stagione, il loro rendimento è stato insufficiente, o comunque, nettamente al di sotto delle aspettative e delle speranze dei tifosi milanisti, Gattuso ha continuato a credere nei suoi ragazzi.

Fiducia”: questo il termine che, per Suso e Calhanoglu, è spesso ricorso durante l’annata, nelle conferenze stampa pre-partita al ‘Milanello Sports Center’ o post-partita, a ‘San Siro’ ed in giro per l’Italia. Suso era partito benissimo, con tanti assist (ad un certo punto della stagione guidava la classifica degli assist-men europei), gol ed un’incisività incredibile nelle sorti della squadra.

Poi, però, si è via via eclissato, segnando un solo gol nel 2019 (21 gennaio, Genoa-Milan 0-2), limitato anche da un problema muscolare ora però definitivamente alle spalle. Calhanoglu, dopo un inizio di stagione tormentato da problemi fisici e personali, sembrava l’ombra del bel giocatore ammirato in rossonero soprattutto nella parte finale del 2017-2018.

Gattuso, però, ha insistito su di loro, difendendoli a spada tratta anche dinanzi i più acerrimi detrattori, sottolineando come, al di là di qualche difficoltà ‘di testa’, prima ancora che di campo, i due giocatori, con la loro qualità, avrebbero potuto fare la differenza, nettamente, in un Milan desideroso di tornare al più presto a disputare la Champions League. Così è stato.

Il tecnico milanista infatti è stato ampiamente ricompensato in occasione del secondo tempo di Milan-Lazio, quando, intuendo le difficoltà della formazione di Simone Inzaghi a gestire le imbucate dei giocatori di talento tra le linee, è passato al 3-4-2-1, portando più in mezzo al campo Suso e Calhanoglu e mettendoli immediatamente a ridosso di Krzysztof Piatek.

Risultato: il Milan ha alzato i giri del motore, è stato più propositivo, ha creato maggiori pericoli in zona-gol e trovato il fallo di Riza Durmisi su Mateo Musacchio che ha causato il calcio di rigore poi trasformato da Kessie per l’1-0 del Diavolo. Nella vittoria, quindi, grande meriti hanno avuto lo spagnolo ed il turco, i quali, in coppia, combinano finora in stagione per 20 assist totali (7 Suso, tutti in campionato; 13 Calhanoglu, quasi equamente divisi tra Serie A ed Europa League).

Toccherà anche e soprattutto a loro, Suso e Calhanoglu, ora, completare la missione finale del 2018-2019: servire al meglio Piatek, 10 gol in 14 gare in rossonero, terminale offensivo del Diavolo, l’uomo deputato a trascinare, a suon di reti e di ‘pistolettate’, il Milan in Champions League. Intanto, sembra che un fondo importante sia interessato all’acquisto del Milan: continua a leggere >>>

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