Il Milan frena a Reggio Emilia: l'analisi tattica del 4-4-2 di Ruben Amorim, l'impatto di Modric e l'infortunio di Gabbia. Ecco cosa ha funzionato e cosa no

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Sassuolo-Milan 1-1, i rossoneri non riescono a portare a casa i tre punti e a trovare continuità dopo la vittoria contro il Lecce. Ecco l'analisi della partita del 'Mapei Stadium'.

Sassuolo-Milan, il post partita e la cronaca in breve

La sesta giornata di campionato si chiude con il terzo pareggio stagionale: 1-1 tra Sassuolo e Milan. Succede tutto nel secondo tempo: dopo il vantaggio rossonero firmato da Rabiot, arriva il pareggio di Odenthal.

Formazioni ufficiali e cambiamenti tattici dei due allenatori

Le formazioni ufficiali scese in campo dal primo minuto:
  • Sassuolo (4-3-3): Muric, Van der Brempt, Caleta-Car, Leysen, Doig, Matic, Bakola, Adžić, Berardi, Esposito, Laurienté.
  • Milan (4-4-2): Maignan; Gila, Gabbia, Pavlovic, Estupiñán; Chukwueze, Musah, Rabiot, Moreira; Pulisic, Gonçalo Ramos.

Al 26' del primo tempo è entrato Odenthal al posto dell'infortunato Leysen. Nella ripresa sono entrati prima Bowie e Thorstvedt per Esposito e Adžić e, nel finale, Cinquegrano e Lipani per Van der Brempt e Matic. Si è trattato di sostituzioni ruolo per ruolo, senza stravolgimenti del modulo o dell'assetto tattico.

L'analisi di Sassuolo-Milan 1-1: duelli chiavi, tattiche e non solo

Al 20' del primo tempo è entrato De Winter al posto dello sfortunato Gabbia, costretto a uscire per infortunio. All'intervallo, invece, Estupiñán è rimasto negli spogliatoi e al suo posto è entrato Modric. Questo cambio ha consentito a Rabiot di alzarsi sulla trequarti e a Moreira di abbassarsi, modificando la disposizione dei giocatori in campo.

Nel finale sono entrati Cisse, Jashari e Hutchinson per Pulisic, Musah e Chukwueze. In questo caso non ci sono stati cambiamenti tattici rilevanti, trattandosi di sostituzioni ruolo per ruolo.

L'analisi delle prestazioni: come hanno giocato Sassuolo e Milan

I padroni di casa hanno disputato una buona prestazione, dimostrandosi una squadra difficile da affrontare. L'idea di gioco era quella di cercare, quando possibile, la ripartenza veloce, sfruttando la velocità degli esterni, oppure di gestire il pallone attraverso una fitta rete di passaggi. In sintesi, la squadra di Alberto Aquilani ha saputo adattarsi bene ai diversi momenti della partita.

I rossoneri sono scesi in campo dal primo minuto con un modulo diverso dal solito, ma che tutti si aspettavano. Una scelta che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto permettere al Milan di essere più offensivo, ma che, a conti fatti, non si è dimostrata del tutto vincente. Tutto sommato, la prestazione è stata positiva, anche se, come spesso accade, prima del 60' la squadra ha creato poco. L'ingresso dei cambi ha aiutato il Milan a essere più incisivo sotto porta.

Le zone chiave del campo: dove le squadre hanno fatto male

I neroverdi sono stati bravi a sfruttare le ripartenze e le qualità dei propri giocatori nello stretto. Bakola, in particolare, è riuscito diverse volte a superare il diretto avversario grazie alle sue giocate in spazi ridotti. Il Sassuolo ha inoltre colpito su calcio d'angolo, nato da una pericolosa conclusione dalla distanza di Bowie, e ha saputo compattarsi, concedendo poco ai rossoneri.

La squadra di Ruben Amorim ha saputo fare male quando è riuscita a portare tanti uomini nell'area di rigore del Sassuolo, sfruttando i centimetri di Pavlovic e Ramos per mettere in difficoltà Muric. Sono stati fondamentali anche i movimenti con e senza palla di Pulisic che, pur non avendo segnato né servito un assist, è stato coinvolto nell'azione del vantaggio di Rabiot proprio grazie a un movimento senza palla.

L'avanzamento di Rabiot sulla trequarti ha permesso al Milan di avere più qualità, intelligenza e capacità di inserimento nella zona offensiva, consentendo al tempo stesso a Modric di gestire il gioco da una posizione più arretrata.

I duelli chiave sulle fasce laterali e le verticalizzazioni

Nella nostra analisi prepartita avevamo indicato le corsie esterne come una possibile zona determinante ai fini del risultato finale, sia in fase difensiva sia in fase offensiva, per entrambe le squadre. I duelli sulle fasce si sono conclusi sostanzialmente in parità, perché nessuna delle due formazioni è riuscita a sfruttare gli esterni in modo nettamente più efficace rispetto all'altra.

Avevamo inoltre evidenziato come le verticalizzazioni dei padroni di casa avrebbero potuto creare problemi alla retroguardia rossonera. Fino al 67', il Milan era riuscito a gestire bene questa situazione. Poi, da una ripartenza verticale che ha permesso a Bowie di calciare in porta, trovando la pronta risposta di Maignan, è nato il calcio d'angolo che ha consentito alla squadra di Aquilani di trovare il pareggio.

La chiave tattica di Sassuolo-Milan: confermata o smentita?

La chiave tattica che avevamo individuato alla vigilia è stata confermata: per impensierire il Sassuolo, il Milan avrebbe dovuto cercare giocate in grado di creare superiorità numerica, sfruttare le transizioni offensive rapide per attaccare la difesa non ancora schierata e muovere velocemente il pallone alla ricerca dell'uomo libero.

Il gol del vantaggio è arrivato proprio da una situazione di questo tipo: dopo una rapida circolazione del pallone e un passaggio verticale a servire il movimento in profondità di Rabiot, il Milan è riuscito a sbloccare la partita.

Cosa ha funzionato e cosa no per il Milan di Ruben Amorim

La squadra di Amorim ha dimostrato di fare ancora fatica a esprimersi a pieno regime.

Gli aspetti che richiedono correzioni e le note liete del match:

  • Cosa non ha funzionato: ci sono le disattenzioni difensive, come quella in occasione del pareggio, quando il cross ha attraversato l'area senza che nessun rossonero riuscisse a liberarla. A questo si aggiunge la mancanza di concretezza nei primi 60 minuti della partita.
  • Cosa ha funzionato: dall'altro lato, però, c'è un Milan che inizia a mostrare la propria identità e che ha disputato una buona partita con un nuovo modulo contro un avversario ostico. Ancora una volta, i cambi hanno dato i loro frutti, mentre la qualità degli interpreti offensivi, sia con sia senza palla, ha fatto la differenza e creato diversi pericoli.

Conclusione: cosa ci lascia la sfida del Mapei Stadium

La trasferta di Reggio Emilia ci lascia un po' di amaro in bocca, perché forse il Milan avrebbe meritato qualcosa in più rispetto al solo punticino conquistato. Tuttavia, le idee di Amorim si vedono sempre di più e i giocatori chiamati in causa hanno dato il loro contributo.

Restano da migliorare la vena realizzativa nella prima ora di gioco e la continuità dei risultati, ma la strada per costruire qualcosa di concreto sembra ormai ben avviata.

(analisi a cura di Lorenzo Lancini – Occhio al Talento)

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