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PIANETAMILAN partite arbitri var Rigore Pavlovic-Simeone, Open VAR: “Decisione corretta. Revisione troppo lunga”

MILAN-TORINO

Rigore Pavlovic-Simeone, Open VAR: “Decisione corretta. Revisione troppo lunga”

Open VAR: 'Rigore Pavlovic-Simeone? Decisione corretta, ecco il motivo'
Ad 'Open VAR', Mauro Tonolini (componente CAN) ha spiegato la decisione di fischiare rigore in Milan-Torino per il contatto Pavlovic-Simeone. Ecco le sue dichiarazioni
Redazione

Come ogni martedì, sui canali di 'DAZN' è andato in onda la nuova puntata di 'Open VAR'. Ospite di Federica Zille in rappresentanza dell'AIA c'era Mauro Tonolini, componente della CAN, che ha analizzato i principali casi arbitrali della 30^ giornata di Serie A. Non poteva mancare, ovviamente, una spiegazione sul rigore concesso al Torino per il fallo di Pavlovic ai danni di Simeone.

La conversazione tra Var e Arbitro di Milan-Torino

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Sala VAR in diretta (prima dei replay): "Qua nulla per me, fammi vedere come sfila. Forse un colpo al volto".

Sala VAR dopo i primi replay: "Secondo me c'è pure poca consistenza. Il braccio (Pavlovic, ndr) glielo mette e lo prende.


Poco dopo: "Pavlovic non può intervenire, spalle al pallone e con la mano butta Simeone. Secondo me è punibile e ammonizione di Pavlovic".

Una volta al monitor, la Sala VAR all'arbitro Fourneau: "Pavlovic si disinteressa del pallone e mette la mano sul volto di Simeone. Confermiamo comportamento antisportivo di Pavlovic, numero 31 del Milan".

Le spiegazione di Tonolini

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"La decisione è corretta. Arriviamo con una review un po' faticosa. Non siamo contentissimi della revisione, ci abbiamo messo tanto, forse troppo. Le review troppo lunghe possono incrementare dubbi e aspettative. Le immagini mancano di uno zoom sul punto di contatto che poteva rendere maggiormente chiara le motivazioni della scelta effettuata".

Poi ha aggiunto: "Pavlovic porta le spalle al pallone, se ne disinteressa e il suo obiettivo è fermare Simeone. Lo fa con una mano sul volto, parte molto tutelata dal regolamento. Lo stesso contatto fosse avvenuto sulla spalla parleremmo di un'altra cosa".