Un predestinato nel calcio moderno: Milan, ecco chi è Nagelsmann

Un predestinato nel calcio moderno: Milan, ecco chi è Nagelsmann

MERCATO MILAN – In queste ultime ore si dice che Ralf Rangnick possa arrivare al Milan come D.T., lasciando la panchina al suo pupillo Julian Nagelsmann

di Daniele Triolo, @danieletriolo
Julian Nagelsmann RB Lipsia

CALCIOMERCATO MILAN – ‘La Gazzetta dello Sport‘ in edicola questa mattina ha lanciato un’indiscrezione clamorosa: Ralf Rangnick arriverebbe, sì, al Milan, dalla stagione 2020-2021 ma, contrariamente a quanto finora ritenuto, ricoprirebbe soltanto il ruolo di direttore tecnico, con pieni poteri sul mercato, al posto di Paolo Maldini.

In panchina, dunque, ci sarebbe posto per Julian Nagelsmann, pupillo di Rangnick, attuale allenatore del RB Lipsia, che sostituirebbe, così, Stefano Pioli. Ma chi è Nagelsmann, allenatore che, da qualche anno ormai, viene considerato tra i tecnici più bravi, preparati e stimati in tutta Europa? Conosciamolo un po’ meglio.

Nagelsmann, classe 1987, finisce di giocare presto a calcio: centrocampista nelle giovanili dell’Augsburg, si ritira a 20 anni in seguito ad un brutto infortunio e decide di darsi agli studi. Passa i primi esami all’università, facoltà di economia, ma il richiamo del pallone, per lui, è troppo forte e quindi si iscrive alla Deutscher Academy dove, nel giro di un anno, ottiene la licenza per allenare.

A 26 anni inizia ad allenare, dunque, le giovanili dell’Augsburg, dove, per un breve periodo, lavora sotto le direttive dell’attuale tecnico del PSG, il suo connazionale Thomas Tuchel. Vince un campionato, viene promosso nell’Under 19 (l’equivalente della nostra Primavera) e, nel 2012, arriva il grande salto al TSG Hoffenheim.

Il primo anno è il vice di Frank Kramer nella stagione che vede la squadra di Sinsheim salvarsi in Bundesliga soltanto agli spareggi contro il Kaiserslautern; quindi, nelle successive tre stagioni allena l’Under 19. Tutti fiutano il suo talento: il Bayern Monaco si fionda su di lui ma Nagelsmann, non sentendosi pronto per un passo così importante nella sua carriera, rifiuta i bavaresi.

Nel febbraio 2016, allora, il Presidente del TSG Hoffenheim gli affida la panchina della Prima Squadra: Nagelsmann, subentrando a Huub Stevens, salva la squadra per un punto e poi centra subito un quarto posto, qualificando la squadra biancoblu ai preliminari di Champions League, poi persi contro il Liverpool, ma disputando, in virtù di ciò, l’Europa League; arriva nel 2017-2018 un terzo posto in campionato e la qualificazione diretta in Champions.

Nel 2018-2019, infine, un deludente nono posto per il TSG Hoffenheim di Nagelsmann, che resta fuori dall’Europa. Il suo gioco, avvolgente, corale, rapido ed incisivo, incanta però l’Europa e Rangnick, che prima di lui era passato a Sinsheim. È l’attuale responsabile dell’area sportiva della ‘Red Bull‘ che, già durante la stagione, lo precetta come suo sostituto a Lipsia, vista la sua decisione di mollare la panchina per rimanere unicamente dietro la scrivania.

In questa stagione, nell’ex Germania dell’Est, prima dello stop al calcio giocato per l’emergenza coronavirus, Nagelsmann ha confermato le sue enormi qualità, tenendo in alto i ‘Tori Rossi‘, nelle zone nobili della Bundesliga e, soprattutto, centrando la prima, storica qualificazione del RB Lipsia agli ottavi di finale di Champions League. Nagelsmann, di fatto, è un predestinato nel calcio moderno e, presumibilmente, sarebbe l’uomo giusto per far ripartire il Milan.

Qualche anno fa, però, parlando della Serie A, Nagelsmann aveva detto: “La Serie A si basa ancora sui dettami di Arrigo Sacchi. Si segna poco, non c’è spettacolo. Vedere gli stadi vuoti, è desolante, ma la scuola di tecnici italiani è ottima”. Magari un allenatore innovatore e spettacolare come lui potrebbe far bene all’intero movimento. E pazienza se, in realtà, la squadra italiana che ha sempre ammirato non è il Milan …

“In Italia mi piacerebbe allenare la Juventus, ma non lo considero un obiettivo. Un mio amico aveva un negozio al ‘Delle Alpi‘, perciò ho visto spesso la Juve dal vivo”, disse, nel 2017, il giovane Nagelsmann. I peccati di gioventù, però, possono essere anche perdonati per il bene supremo. STEFAN KRAUSE, COLLEGA DELLA ‘BILD’, CI HA PARLATO DI RANGNICK E NAGELSMANN >>>

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