“L’input da parte della proprietà, quindi di Cardinale, consigliato da Zlatan Ibrahimović, è quello appunto di puntare su una figura non italiana. In realtà non soltanto per la scelta della panchina, ma anche come direttore sportivo e come amministratore delegato. Fermo restando che sono rispettabili tutte le strategie di programmazione di una società, ma questo non voler prendere un italiano sinceramente lo capisco poco”.
Di Marzio ha poi rincarato la dose, mettendo in evidenza lo scostamento rispetto alle dichiarazioni d'intenti della scorsa settimana e l'incoerenza dei profili attualmente caldeggiati dalla dirigenza in Via Aldo Rossi.
“La tradizione di allenatori italiani è una vincente, una tradizione che ha da sempre portato il nostro calcio ad esportare le qualità delle nostre panchine all'estero. Perché quindi il Milan si deve ostinare a trovare un allenatore straniero? Un allenatore alla Fàbregas, avevano fatto filtrare da casa Milan nei giorni scorsi. Però, i due nomi sui quali il Milan si sta concentrando oggi, che sono Glasner e Slot tutto hanno, tranne che un’impostazione alla Fàbregas”.
Un'analisi, quella dell'esperto di mercato, che mette a nudo le difficoltà gestionali del club in questa sessione e alla quale risulta davvero impossibile dare torto.
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