Ricci, invece, paga il poco spazio trovato in stagione con il Milan: il commissario tecnico ha scelto di rinunciare alle sue geometrie per inserire profili più offensivi come Pisilli e Frattesi.
Il confronto con il passato
—L’assenza di rossoneri richiama inevitabilmente il confronto storico. All’Europeo 2024 in Germania non c’era alcun giocatore del Milan. Nel trionfo del 2021 l’unico rappresentante era Gianluigi Donnarumma, sebbene fosse già noto il suo passaggio al PSG.
Nel Mondiale 2014 figuravano Balotelli, Abate e De Sciglio. Nel 2006, anno del quarto titolo mondiale, i milanisti convocati da Marcello Lippi furono cinque: Gattuso, Gilardino, Inzaghi, Nesta e Pirlo. Nel 1994, finale persa contro il Brasile, erano addirittura sette: Costacurta, Maldini, Baresi, Tassotti, Albertini, Donadoni e Massaro.
Ancora più indietro, nel 1982 c’erano Baresi e Collovati; nel 1962 ben sette rossoneri tra cui Cesare Maldini, Rivera e Altafini. Per trovare numeri così bassi bisogna risalire ai Mondiali vinti nel 1934 (solo Pietro Arcari) e al 1938, quando non ci fu alcun milanista in rosa.
Prospettive future
—Le convocazioni per i playoff non sono vincolanti. In caso di qualificazione, i giocatori del Milan avranno ancora margine per rientrare nelle scelte di Gattuso. Gabbia, se recupererà pienamente, resta il profilo più accreditato. Ricci e Bartesaghi, invece, dovranno chiudere la stagione in crescendo per scalare posizioni nelle gerarchie.
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Intanto, nella notte decisiva di Zenica, l’Italia si gioca il proprio futuro mondiale senza rappresentanti rossoneri: un’assenza che racconta molto del presente e che riapre una riflessione sul rapporto tra Milan e Nazionale.
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