Il confronto: Mancini, Conte ed Allegri
—Il confronto tra i vari candidati passa, ovviamente, anche dai numeri. Partendo da Roberto Mancini e facendo riferimento all'annata dell'europeo, il tecnico marchigiano ha disputato 7 partite, facendo segnare 13 gol e subendone solo 4. Gli assist, invece, ammontano a 10, con una media gol di 1,9 a partita. Anche il possesso palla sorride: ben 54, 9%. Dati che fanno emergere una Nazionale propositiva e dominante.
Passando invece al profilo di Antonio Conte, facendo riferimento agli Europei del 2016, i dati sono un pochino diversi, ma comunque positivi: 5 partite con 6 gol segnati, 2 subiti e 4 assist. La media gol sorride anche qua: 1,2 a partita con un possesso palla fermo a 44, 6%. Sicuramente una Nazionale più verticale, costruita molto sull'organizzazione, ma che è stata capace di arrivare ai quarti di finale.
Allegri, invece, come sappiamo non ha mai avuto l'opportunità di guidare la Nazionale, ma il suo nome resta comunque molto centrale per delle caratteristiche ben precise: il tecnico livornese è considerato uno specialista nella gestione dei gruppi, con un forte equilibrio tattico e una mentalità vincente.
Il suo profilo viene letto come quello di gestore perfetto per un ambiente carico di tensione come quello degli azzurri, soprattuto in un periodo in cui alla Nazionale viene chiesta solidità. Ma se vogliamo parlare di numeri, quelli con il Milan sono più che positivi: nell'orso dell'attuale stagione, la squadra di Allegri ha segnato 52 gol, prendendone solamente 33, segno di un'ottima fase difensiva.
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