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Milan, stessi errori, ma Allegri corre ai ripari: la differenza con i predecessori

Alessia Scataglini
Alessia Scataglini
Il Milan si gioca la Champions contro il Cagliari, ma le voci non aiutano: la differenza di gestione tra Allegri e i predecessori

Siamo ormai giunti a novanta minuti dalla fine di una stagione alquanto complicata, ma che può far ritornare in Milan nell'Europa che conta: in Champions League, quella che è stata la sua casa per tantissimi anni. L'ingresso tra le grandi d'Europa significa davvero tanto: la prima cosa è centrare l'obiettivo stagionale di cui si è parlato fin dall'inizio, il secondo punto è legato alle risorse economiche. Con l'ingresso in Champions, infatti, nelle casse del Milan finirebbero degli introiti che verrano poi riutilizzai per finanziare una parte del mercato, in modo da rinforzare la squadra per rimanere poi ad alti livelli.

Milan, stessi errori del passato...

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Nonostante la bruttissima stagione alle spalle, alcuni errori in casa Milan sembrano ripetersi nuovamente. Ci sono troppe figure decisionali e troppe voci che hanno potere, senza mai rispettare gli equilibri interni che, a questo punto, sembrano non esser ma stati definiti. Le solite tensioni societarie, che ormai hanno colpito il Milan da 4 anni, stanno rischiando di pesare su quello che è stato il percorso della squadra.

Ed è in quest'ottica che emerge moltissimo la differenza tra la gestione di Massimiliano Allegri e di quella dei suoi predecessori. Nelle ultime settimane di campionato, Massimiliano Allegri è riuscito a capire, a differenza di Fonseca e Conceicao, come intervenire per isolare la squadra da tutte le voci esterne che continuavano ad alimentare voci sul Milan. Il risultato? Contro il Genoa, il Milan è tornato alla vittoria: a segno due degli uomini più discussi della stagione, Christoper Nkunku e Zachary Athekame

Nessun rumore, massima resa...

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Allontanare tutte le voci legate a possibili addii, incluse quelle dell'allenatore, ha aiutato a compattare nuovamente il gruppo: questa è una qualità che Massimiliano Allegri ha sempre avuto. Il tecnico livornese, è sempre riuscito a cucire gruppi molto coesi, e lo ha fatto anche in rossonero, dove l'ambiente sembra ancora fragile.


Se il Milan tornerà in Champions League, arriverà subito dopo il momento più importante e impegnato di tutti: costruire le basi per quello che sarà il futuro. Per farlo, ovviamente, servirà un'unica direzione chiara, evitando troppe rivoluzioni o cambi che, a lungo andare, confondono solamente di più l'ambiente. Vedremo, nelle prossime settimane, se ci saranno degli viluppi a riguardo, con la posizione di Igli Tare, direttore sportivo del Milan, sempre più traballante.

Una cosa, però, è sicura: il Milan contro il Cagliari in casa deve assolutamente conquistare 3 punti, altrimenti la stagione potrà essere definita fallimentare.