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Milan, Pellegatti: “Con la Champions lavoro compiuto. Allegri fondamentale vista l’assenza della società”

Massimiliano Allegri, allenatore Milan
Con la Champions la stagione del Milan è salva? Carlo Pellegatti dice la sua. La sua valutazione sul lavoro svolto da Massimiliano Allegri
Redazione PM

Mentre il futurodi Massimiliano Allegri continua a tenere banco, il Milan deve ancora conquistare sul campo l'accesso alla prossima edizione di Champions League. I rossoneri hanno bisogno di una vittoria nell'ultima giornata contro il Cagliari per blindare il quarto posto, altrimenti dovrà dipendere dai risultati di Roma, Como e Juventus. Non si tratta di un traguardo che accende l'entusiasmo dei tifosi, ma sicuramente è un passo avanti rispetto all'ottavo posto della gestione Fonseca-Conceicao.

Pellegatti sulla stagione del Milan

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In merito alla stagione del Milan si è espresso anche Carlo Pellegatti. Secondo il noto giornalista di comprovata fede rossonera, con la qualificazione in Champions, Allegri avrebbe completato la sua missione. Di seguito, un estratto delle sue dichiarazioni rilasciate nell'ultimo video pubblicato sul proprio canale Youtube.


Sulla qualificazione in Champions: "Se il Milan si qualificasse per la Champions League significherebbe chiudere al terzo posto, subito dietro a Napoli e Inter che erano le favorite. Guardiamo i dati. Siamo passati dall'ottavo posto della passata stagione a un piazzamento tra le prime 36 squadre d'Europa, traguardo raggiungibile battendo il Cagliari. L'anno scorso i rossoneri erano idealmente al centesimo posto nel continente. Davanti c'erano le partecipanti di Champions, Europa League e Conference League. Per questo il traguardo di Allegri si può definire un lavoro compiuto".

Sul valore di Allegri: "Molti continuano a focalizzarsi esclusivamente sulla qualità del gioco espresso. Allegri ha invece svolto un ruolo decisivo in questa precisa fase storica, soprattutto a causa dell'assenza della società. Il suo impatto è andato ben oltre il semplice lavoro sul terreno di gioco. Si tratta di un concetto evidente, anche se molti si ostinano a non volerlo comprendere".

Il confronto con Chivu: "La situazione in altre realtà è profondamente diversa. Chivu, per esempio, può contare sul supporto costante di dirigenti come Marotta e Ausilio. Il suo operato è stato senza dubbio di alto livello, ma la sua unica preoccupazione era gestire la squadra sul campo".