PIANETAMILAN news milan ultime notizie Longari: “Milan, la sgradevole abitudine degli spifferi di rivoluzioni. Tare e il mercato, c’è un dubbio”

ULTIME MILAN NEWS

Longari: “Milan, la sgradevole abitudine degli spifferi di rivoluzioni. Tare e il mercato, c’è un dubbio”

Massimiliano Allegri Igli Tare Giorgio Furlani AC Milan
Gianluigi Longari, giornalista sportivo per 'SportItalia', nel suo editoriale ha parlato della situazione in casa Milan, dai possibili ribaltoni in dirigenza al mercato, con un forte dubbio legato all'operatività del direttore sportivo Igli Tare
Daniele Triolo Redattore 

Il momento del Milan, inutile girarci intorno, è piuttosto critico. La squadra di Massimiliano Allegri non gira, si è arenata, rischia di vedersi sfuggire di mano la qualificazione in Champions League se non farà 2 vittorie nelle 3 partite che restano da qui alla fine del campionato. E l'amministratore delegato del club rossonero, Giorgio Furlani, sta architettando una possibile rivoluzione, con la cacciata del tecnico livornese e del direttore sportivo Igli Tare in favore della coppia Vincenzo Italiano-Tony D'Amico, che lui sponsorizza dalla scorsa stagione.

Difficile, per la squadra, fare risultati in questo clima da 'tutti contro tutti', nonostante Allegri simuli calma e tranquillità nelle sue apparizioni pubbliche. I tifosi rossoneri non digeriscono più Furlani, il suo modo di fare, come gestisce il loro amato Milan e ne hanno chiesto la testa con una petizione pubblicata su 'Change.org'. E oggi pomeriggio, fuori dallo stadio, prima di Milan-Atalanta, è prevista un'ulteriore, feroce contestazione nei riguardi dell'AD. Gianluigi Longari, giornalista sportivo per 'SportItalia', ha provato - nel suo editoriale - ad analizzare la difficile situazione rossonera.


Milan, Longari spiega le differenze con la gestione in casa Inter

—  

"A Scudetto acquisito, anche le opinioni mediaticamente più “morbide” nei confronti della dirigenza del Milan sono venute meno. I tifosi rossoneri hanno, al contrario, inaugurato una petizione per dimostrare il loro dissenso nei confronti dell’amministratore delegato Furlani, raccogliendo il supporto di oltre 20mila firme nel giro di poco più di due giorni", ha esordito Longari. Per la precisione, la petizione - nel momento in cui stiamo scrivendo pezzo - è giunta a quota 42.906 firme verificate in quattro giorni.

"In casa Milan sembra diventata una sgradevole abitudine quella di accogliere i mesi primaverili con i costanti “spifferi” di possibili cambiamenti e rivoluzioni sia dal punto di vista del management che, di conseguenza, da quello della guida tecnica", ha continuato poi Longari. "Dall’altra parte del Naviglio, quella nerazzurra, il triumvirato (Giuseppe Marotta-Piero Ausilio-Dario Baccin) non è mai stato messo in discussione e riceve dalla proprietà le massime deleghe per poter proseguire nella propria illuminata reggenza".

"Agenti e intermediari, da una parte, hanno un peso specifico molto più elevato rispetto alla sponda opposta della città"

—  

"È il punto di partenza dal quale si dispiegano poi tutti i ragionamenti successivi. Compresi quelli legati al calciomercato ed all’influenza di agenti ed intermediari che, da una parte, hanno un peso specifico molto più elevato rispetto a quello della sponda opposta della città meneghina", ha scritto Longari. Riferendosi ( questo ve lo diciamo noi) alla forte influenza che l'agente Paolo Busardò ha in tutte le operazioni di mercato che Furlani - in solitaria - porta avanti parallelamente, spesso all'insaputa, del direttore sportivo Igli Tare. Scavalcandolo nella sua operatività e invadendo il suo campo d'azione.

"Il tentativo di normalizzazione rossonera, tradottosi all’incirca un anno fa con la scelta di assumere Tare nel ruolo di direttore sportivo, si è poi scontrato con dinamiche molto più complesse e articolate che troppo spesso hanno portato a porsi quantomeno il dubbio legato a chi fosse realmente l’ispiratore di questa o di quella operazione di mercato condotta dal Milan nelle ultime sessioni", ha infatti poi chiosato - in maniera molto diplomatica - il bravo Longari. Che ha semplicemente descritto la situazione così com'è. Da questo si evince perché l'Inter migliora, cresce, vince e il Milan, invece, ogni tot mesi riparte sempre da zero.