La gestione dei talenti e il caso Liberali
—Molto più preoccupante, la gestione dei giovani talenti del club. Mattia liberali, ora al Catanzaro, è cresciuto nel vivaio rossonero ma, nell'agosto del 2025, il calciatore ha deciso di cambiare definitivamente aria. La motivazione? Tra la creazione del progetto legato al Milan Futuro, le tournée con la prima squadra e il ritorno nell'U23, è venuta a mancare una vera e propria linea guida per il ragazzo che, ovviamente, si è sentito spaesato e senza continuità
Una gestione pessima di un talento così grande. In Serie B, infatti, liberali è considerato uno dei pezzi più pregiati dell'intero campionato.
L'esonero di Fonseca
—Un altro episodio grave della sua gestione è stato l'esonero di Fonseca. Il tecnico portoghese, arrivato al Milan nell'estate del 2024, non è mai risico ad entrate oralmente nel cuore dei tifosi. Il suo percorso in rossonero, infatti, è stato molto breve. Mentre l'allenatore portoghese veniva 'processato' da tutti i media, a causa dei risultati negativi raccolti, la dirigenza, Ibrahimovic in primis, ha scelto la via del silenzio.
L'allenatore, infatti, è stato più volte lasciato solo, con un gruppo che non lo seguiva più e con una stampa contro, cosa che non faceva di certo bene ad un ambiente già fragile. Il picco più basso, però, è arrivato al momento dell'esonero: Ibrahimovic ha, difatti, esonerato Fonseca senza avergli comunicato la scelte nelle giornate precedenti. Una vera e propria caduta di stile, con il portoghese che, da un momento all'altro, si è ritrovato con le valigie fuori da Milanello.
Il caso Fofana-Leao-Allegri
—Anche nel corso di questa stagione non sono mancati degli episodi gravi. Ad inizio aprile, in occasione di Napoli-Milan, lo svedese e l'allenatore Massimiliano Allegri avrebbero avuto una lite molto accesa, nata dalla scelta del terzo portiere per la stagione 2026-2027, ma non è tutto.
Oltre alla lite, successivamente Ibrahimovic avrebbe telefonato a Youssouf Fofana e Rafael Leao per fornire ai due calciatori dei consigli puramente tattici, scavalcando così il ruolo dell'allenatore.
Ed è proprio alla fine di tutto questo che la domanda sorge spontanea: un uomo che rema contro, vuole davvero bene al Milan? L'Ibrahimovic calciatore non si discute, è stato un vero e proprio fuoriclasse, ingrano di spostare gli equilibri in qualsiasi club, ma il ruolo da dirigente è tutt'altra cosa: bisogna mettere il bene del club davanti a tutti, anche al proprio ego, qualità che evidentemente lo svedese sembra non avere.
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