Il tema che ha alzato una vera e propria discussione non è la libertà personale dell'ex calciatore, che può comunque dedicarsi anche ad altre attività, ma la percezione tra imagine e la funzione all'interno dell'ambiente rossonero. Molte volte lo stesso svedese è stato lontano dal Milan: l'ultimo esempio, la partita di ieri contro il Genoa in trasferta, dove lo svedese, assieme a Moncada, non ha seguito la squadra.
La vittoria ha riportato, almeno per un po', della serenità in casa rossonera, ma a far parlare è stata l'assenza dell'ex calciatore: tra le tribune del Marassi, infatti, erano presenti Cardinale, Furlani, Calvelli e Tare, ma non lo svedese. Che senso ha il suo ruolo?
Con l'inizio del Mondiale, inoltre, Ibrahimovic sarà impegnato con un'emittente televisiva statunitense nel ruolo di opinionista per commentare tutti i vari match nel mezzo del periodo chiave prima della nuova stagione calcistica. Come può lo svedese rappresentare un punto stabile della squadra se lui stesso non è presente nella maggior parte dei casi, soprattutto in un momento delicato come questo?
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