Un progetto che, però, si scontrò con l'orgoglio di Ibrahimovic, tornato a Milano per risollevare la squadra dopo il 5-0 contro l'Atalanta. Allora Ragnick fu molto chiaro:
"Non è nel mio stile insistere su giocatori di 38 anni non perché non siano abbastanza bravi, e Ibra certamente lo è, ma perché preferisco creare valore, sviluppare il talento. Per me ha poco senso puntare su Ibra o Kjaer"
La risposta del calciatore svedese, ovviamente, non tardò ad arrivare e, durante un'intervista ai microfoni di Sportweek dichiarò: "Rangnick? Chi è? Non so chi sia Rangnick".
La notte di Reggio Emilia
—Ormai sembrava certo l'addio tra il Milan e lo svedese poi, la notte di Reggio Emilia contro il Sassuolo nel 2020 cambiò tutto: la squadra di Pioli, post-covid, ebbe una grandissima crescita e, di conseguenza, la società gelò il tecnico tedesco. Da li arrivarono il secondo posto e lo scudetto nel maggio del 2022, con Ibrahimovic protagonista assoluto al fianco di Rafael Leao.
Da nemici a possibili alleati
—Oggi lo scenario è totalmente cambiato. Ibrahimovic non veste più i panni del calciatore ma bensì è diventato Senior Advisor di RedBird e braccio destro di Cardinale, patron rossonero. Nelle ultime ore, infatti, risulta esserci stato un incontro a Vienna tra lo svedese e il tecnico tedesco, mettendo da parte le diatribe del passato.
La suggestione legata al suo nome affascina il mondo rossonero, però non è l'unico nome sulla lista. Resta calda anche la pista legata a Andoni Iraola, ex Bournemouth. L'allenatore basco piace molto per la sua filosofia di gioco e per l'identità tattica, ma la strada per arrivare a lui è piuttosto in salita: la concorrenza, infatti, è molto forte, con il Crystal Palace visto come pericolo principale.
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