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Massimiliano Allegri ha assunto la guida tecnica del Milan, in questa stagione, partendo con una squadra giunta all'ottavo posto in campionato nella scorsa stagione e reduce da una sconfitta in finale di Coppa Italia. È riuscito, nel suo primo anno in rossonero, nonostante mille difficoltà, a condurla - finora - fino al terzo posto in classifica e 6 punti dal ritorno in Champions League.
Poi, per carità, ci sono state molte partite - come l'ultimo Milan-Juventus 0-0 di 'San Siro' - in cui il Diavolo ha fatto più di necessita virtù non offrendo propriamente la migliore delle prestazioni sotto il punto di vista del gioco. Ma mai come in questa annata 2025-2026 quello che era importante, sportivamente ed economicamente, per il Milan era centrare il risultato.
Il traguardo è ad un passo e Fabrizio Biasin, giornalista, nel suo consueto editoriale settimanale per 'TuttoMercatoWeb' lo ha rimarcato in questo passaggio. "Sulla tristezza di Milan-Juve in molti si sono scatenati contro Allegri, colpevole di "bruttezza calcistica". E vabbè, la solita litania. È vero che a livello calcistico il tecnico del Milan non ci ha portato al Carnevale di Rio, ma è altrettanto vero che in questa stagione era chiamato a ridare ordine a un gruppo (e a una società) che non ne aveva. Ci è riuscito e non è poco".
Biasin ha poi riflettuto su quello che Allegri dovrà fare, alla guida del Milan, nella stagione 2026-2027. "Ora però deve uscire dall'ombra, lui e i suoi colleghi - ma soprattutto le rispettive dirigenze - che da troppo tempo scelgono di nascondersi dietro un dito e 'noi dobbiamo qualificarci per la Champions'. Non è così. Inter, Milan, Juventus e Napoli partono per vincere, altroché, altrimenti non avrebbe senso pretendere 139 euro per un posto in curva. Alla fine vince una sola, per carità, ed è sbagliato pensare che per le altre si debba parlare di fallimento. Ma evitiamo di prenderci in giro".
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