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Milan, Biasin: “Allegri non ci ha portato al Carnevale di Rio, ma ha ridato ordine. Ora, però …”

Daniele Triolo Redattore 
Il giornalista Fabrizio Biasin, nel suo consueto editoriale settimanale per 'TuttoMercatoWeb', ha parlato anche della stagione del Milan di Massimiliano Allegri. Ecco cosa ha scritto a proposito dell'annata 2025-2026 dei rossoneri

Massimiliano Allegri ha assunto la guida tecnica del Milan, in questa stagione, partendo con una squadra giunta all'ottavo posto in campionato nella scorsa stagione e reduce da una sconfitta in finale di Coppa Italia. È riuscito, nel suo primo anno in rossonero, nonostante mille difficoltà, a condurla - finora - fino al terzo posto in classifica e 6 punti dal ritorno in Champions League.

Poi, per carità, ci sono state molte partite - come l'ultimo Milan-Juventus 0-0 di 'San Siro' - in cui il Diavolo ha fatto più di necessita virtù non offrendo propriamente la migliore delle prestazioni sotto il punto di vista del gioco. Ma mai come in questa annata 2025-2026 quello che era importante, sportivamente ed economicamente, per il Milan era centrare il risultato.

Biasin: "Inter, Milan, Juventus e Napoli partono per vincere, altroché"

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Il traguardo è ad un passo e Fabrizio Biasin, giornalista, nel suo consueto editoriale settimanale per 'TuttoMercatoWeb' lo ha rimarcato in questo passaggio. "Sulla tristezza di Milan-Juve in molti si sono scatenati contro Allegri, colpevole di "bruttezza calcistica". E vabbè, la solita litania. È vero che a livello calcistico il tecnico del Milan non ci ha portato al Carnevale di Rio, ma è altrettanto vero che in questa stagione era chiamato a ridare ordine a un gruppo (e a una società) che non ne aveva. Ci è riuscito e non è poco".

Biasin ha poi riflettuto su quello che Allegri dovrà fare, alla guida del Milan, nella stagione 2026-2027. "Ora però deve uscire dall'ombra, lui e i suoi colleghi - ma soprattutto le rispettive dirigenze - che da troppo tempo scelgono di nascondersi dietro un dito e 'noi dobbiamo qualificarci per la Champions'. Non è così. Inter, Milan, Juventus e Napoli partono per vincere, altroché, altrimenti non avrebbe senso pretendere 139 euro per un posto in curva. Alla fine vince una sola, per carità, ed è sbagliato pensare che per le altre si debba parlare di fallimento. Ma evitiamo di prenderci in giro".