Con l'attuale sistema di gioco, l'attacco non rende più: Leao è costretto a partire in un ruolo che non è il suo naturale (ricordiamo che, nell'anno dello scudetto, il portoghese ha sempre giocato come esterno, no come punta centrale), mentre Pulisic non ha più la stessa libertà di prima nell'attaccare l'area avversaria, sentendosi schiacciato. Meno uno contro uno, meno profondità, meno gol, questo è il risultato.
Il paradosso è molto evidente: il Milan resta comunque una squadra solida, in 31 giornate sono stati incassati 24 gol avendo la seconda miglior difesa del campionato, ma sta perdendo davvero tanto terreno in attacco: l'Inter, per esempio, ha registrato ben 71 gol.
I segnali sono ben chiari, ed è il momento di intervenire. Nel calcio non bastano le difese di ferro, se non segni, ovviamente, perdi.
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