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La seconda vita di Fonseca dopo l’addio al Milan: il “Fattore X” del Lione

La seconda vita di Fonseca dopo l’addio al Milan: il “Fattore X” del Lione
Arrivato al Milan per aprire un nuovo ciclo, Paulo Fonseca è durato appena sei mesi in rossonero. Oggi, a Lione, è diventato il simbolo della rinascita di un club in difficoltà.
Redazione PM

Era il 6 luglio 2024 quando a Milano è atterrato Paulo Fonseca. Dopo i quattro anni e mezzo di Stefano Pioli, il Milan aveva deciso di ingaggiare l'allenatore portoghese per provare a rilanciarsi, il progetto, tuttavia, non è mai decollato. Dopo una prima parte di stagione complicata, e il deludente pareggio di San Siro contro la Roma, il tecnico è stato sollevato dall'incarico nella notte tra il 29 e il 30 dicembre. Soltanto sei mesi sulla panchina rossonera e un'amore con i tifosi mai totalmente sbocciato.

Dal Milan al Lione: la rinascita

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Un mese dopo l'esonero dal Milan, Paulo Fonseca è approdato al Lione, prendendo le redini di una squadra in un momento complicatissimo (radiato dalla massima serie e in odor di fallimento). Oggi, dopo alterne fortune – come gli 8 mesi di sospensione per un testa a testa con l'arbitro – si gode i frutti di uno splendido lavoro. 11 vittorie consecutive in tutte le competizioni, 12 nelle ultime 13 partite. Il Lione è terzo in Ligue 1, a pari merito con il Marsiglia di De Zerbi. Direttamente agli ottavi di Europa League dopo aver vinto il maxi-girone.


Il Fattore X

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Dopo la vittoria di misura sul Lille, 'L'Équipe' ribattezza l'ex Milan "Il Fattore X": l'allenatore con la più alta percentuale di vittorie (oltre il 65%) nella storia del club. Il direttore sportivo Mathieu Louis-Jean parla di "Piani tattici eccezionali", spiegando come "Abbiamo un coach formidabile, di alto, anzi altissimo livello".

Il suo ruolo è stato decisivo anche nelle ultime settimane di mercato: come confermato dallo stesso giocatore, Fonseca è stato il primo responsabile dell'arrivo di Endrick in prestito dal Real Madrid. "Se oggi sono qui bisogna ringraziare Paulo" ha spiegato il diciannovenne brasiliano sempre a 'L'Équipe', "Mi ha parlato del suo tipo di gioco, di cosa sarebbe successo se il mio arrivo si fosse concretizzato". I tifosi lo adorano, vedendo in lui la figura chiamata a ricostruire sulle macerie, il punto fermo da cui ripartire per ridare solidità a una struttura che sembrava sul punto di crollare.