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Il 2025 di Modric: il Milan torna ad avere con sé un Pallone d’Oro. Ora nodo rinnovo

Daniele Triolo Redattore 
Luka Modric, nonostante i 40 anni di età, è ancora un fuoriclasse: il rendimento del centrocampista croato nel Milan di Massimiliano Allegri in questa stagione è addirittura superiore alle attese. Resterà? Il punto della situazione

Erano ben 18 anni, ovvero dal successo del brasiliano Ricardo Izecson dos Santos Leite, in arte Kaká, che il Milan non annoverava, nel proprio organico, il vincitore di un Pallone d'Oro: quest'anno, nel 2025, con l'ingaggio di Luka Modrić, tredicesimo Pallone d'Oro ad indossare la gloriosa maglia rossonera, è ripartita la magia. E che innesto: Modrić (2018) è, con Karim Benzema (2022), l'unico ad essersi inserito nell'albo d'oro del trofeo colonizzato dalle vittorie di Cristiano Ronaldo e Lionel Messi per quindici anni, tra il 2008 e il 2023.

Milan, dopo Kaká ecco Modrić: un Pallone d'Oro in rosa dopo 18 anni

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Sullo status di campione mondiale di Modrić, nessuno, al Milan, aveva dubbi. Così come sulla caratura internazionale del giocatore e delle sue splendide qualità umane. Vista l'età, però, effettivamente qualche remora poteva esserci sulle condizioni fisiche del fantastico croato che, fino allo scorso mese di luglio, si è spremuto in campo, dando tutto ciò che aveva, per la 'Camiseta Blanca' del Real Madrid. Un bel modo, in fin dei conti, di onorare 13 stagioni vissute al massimo e nelle quali Modrić ha vinto, da protagonista, 28 trofei. Tra cui 6 Champions League, 5 Supercoppe Europee (record in entrambi i casi), 5 Coppe del Mondo per Club e 4 volte la Liga.

Poco prima del termine della passata stagione, però, alla 'Casa Blanca' hanno deciso di non prolungare il contratto in scadenza e annunciato, contestualmente, l'addio a Modrić. È stato bravo, bravissimo, a quel punto, Igli Tare, direttore sportivo del Milan, a fiondarsi su di lui, andare fino a casa sua in Croazia per convincerlo del progetto rossonero e strappare un sì - entusiasta - di massima. D'altronde, Modrić, da piccolo - ci sono tante foto e molti video che lo testimoniano - era un dichiarato tifoso del Milan per via della presenza del suo idolo, il connazionale Zvonimir Boban, nelle fila del Diavolo di Fabio Capello. Dopo il Mondiale per Club con le 'Merengues', è arrivato il nero su bianco con il club di Via Aldo Rossi: promessa mantenuta.

Deciderà lui se rinnovare o meno con i rossoneri

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Modrić ha firmato, con il Milan, un contratto per una stagione (scadenza 30 giugno 2026) con un duplice obiettivo: rimettersi in gioco nel calcio di alto livello (per giunta con dei colori sempre amati) in vista della partecipazione agli ultimi Mondiali della sua carriera, quelli in programma nel 2026 negli Stati Uniti d'America, in Canada e in Messico. Una kermesse iridata alla quale la sua Croazia si è qualificata anche grazie alle giocate del suo 'Maestro'. Nell'accordo, da 4 milioni di euro di stipendio, bonus inclusi, Modrić si è riservato una clausola speciale. Se il giocatore lo vorrà, infatti, potrà decidere di estendere il proprio rapporto con i rossoneri fino al 30 giugno 2027.


Se - lato Milan - c'erano remore sulla sua tenuta fisica, queste sono state spazzate via da un inizio di stagione sontuoso. Dove Modrić ha giocato praticamente sempre e ha quasi sempre fatto la differenza. Come ha abituato tutti per anni, insomma. Professionista esemplare e ragazzo splendido, fosse per il Milan il prolungamento di contratto arriverebbe prima di subito. Modrić, però, vuole ponderare bene: capire come si sentirà a fine stagione dal punto di vista fisico e, soprattutto, quante energie (anche mentali) gli avrà drenato l'appuntamento con i Mondiali. Poi deciderà se rimanere un altro anno in maglia rossonera e appendere gli scarpini al chiodo tra dodici mesi oppure se farlo subito.

Con un Milan in Champions, 'last dance' per il croato?

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L'auspicio, all'interno del mondo Milan, è che Modrić rinnovi e resti per un altro anno. È importante in campo, con guizzi, geometrie, suggerimenti ma anche per i recuperi in fase difensiva in cabina di regia. Ma è importante anche fuori, visto che è già riconosciuto da tutti a Milanello come leader carismatico. Autorevole e mai autoritario. Dietro di lui, poi, stanno crescendo ragazzi come Samuele Ricci e Ardon Jashari. I quali, è vero, giocano di meno, ma che sono molto contenti di poter imparare il mestiere dal più forte di tutti. Se il Milan, poi, dovesse vincere lo Scudetto e/o qualificarsi in Champions League per l'annata ventura, che fai, Luka, ti privi di un ultimo ballo europeo con il Diavolo sulle note più belle del mondo?