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SERIE A

Fabregas: “Europa? Traguardo incredibile. Non siamo la Juve o il Milan”

Alessia Scataglini
Alessia Scataglini
Cesc Fabregas, allenatore del Como, ha voluto rilasciare alcune dichiarazioni dopo la conquista dell'Europa: le parole sul Milan

Mentre l'ambiente rossonero è spaccato dalla dura contestazione della Curva Sud, il clamoroso rendimento delle rivali accende i riflettori sulla filosofia di Cesc Fàbregas, che con il suo Como sta mettendo in seria discussione la qualificazione in Champions League del Milan di Massimiliano Allegri.

La volata Champions: il Como mette il fiato sul collo al Milan

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La storica qualificazione europea conquistata matematicamente dai lariani pochi giorni fa contro l'Hellas Verona non è più solo una favola da celebrare, ma una minaccia reale per il Diavolo. Con il Milan bloccato a quota 67 punti dopo il pesante KO interno contro l'Atalanta, la formazione di Fàbregas si è portata a ridosso dei rossoneri, rendendo le ultime due sfide di campionato contro Genoa e Cagliari dei veri e propri spareggi. Una crescita esponenziale per un club che solo tre stagioni fa militava in Serie B e che oggi mette paura alle grandi del calcio italiano.

Il modello Fàbregas: "Non siamo la Juve o il Milan, ma lottiamo con loro"

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La forza dei lariani risiede nella programmazione societaria e nelle idee del tecnico spagnolo, che ai microfoni di DAZN ha tracciato la rotta, usando proprio il blasone del club di Via Aldo Rossi come termine di paragone per il futuro:

«È una cosa incredibile, tra vent’anni sicuramente ricorderemo questo giorno. Durante la stagione bisogna saper giocare in tutti i modi, poi noi abbiamo la nostra identità. Non siamo la Juve, il Milan, l’Inter o il Napoli, siamo una squadra umile che prova con ragazzi giovani a lottare pian piano con loro. Poi vedremo dove arriverà il Como tra 4-5 anni, ora godiamoci il momento e continuiamo a crescere, è la strada giusta».


Mentre a Milano si discute del potere di firma di Furlani, del futuro di Tare e di una rosa apparsa priva di anima nell'ultimo mese, il Como dimostra che la solidità dei progetti sportivi paga più dei capitali investiti male sul mercato.