Il retroscena sul contratto di Allegri: cifre e clausole saltate
—L'allenatore livornese è andato incontro a un danno economico e professionale significativo. L'accordo strategico iniziale prevedeva una blindatura automatica in caso di obiettivo raggiunto:
Il verdetto del campo ha cancellato la clausola, spingendo Cardinale a decretare l'esonero immediato per interrompere un ciclo logorato da mesi di tensioni interne.
I numeri della crisi: il crollo da marzo a maggio
—La decisione della proprietà matura dopo un girone di ritorno deficitario. Nonostante una striscia positiva di 24 risultati utili consecutivi tra agosto e febbraio, la squadra ha subito un blocco psicologico e tattico a metà marzo.
I numeri del crollo rossonero
—Con 6 sconfitte in 10 partite, appena 10 punti in due mesi e mezzo e soli 28 nel girone di ritorno, il livornese ha viaggiato spedito verso l'esonero. Quando anche la solidità in fase difensiva, suo punto di forza, lo ha abbandonato, sono emersi tutti i limiti della rosa del Milan.
La svolta tattica: addio al 3-5-2
—Il mercato di riparazione di gennaio, bloccato dalle divergenze di vedute tra l'area tecnica e la dirigenza, non ha colmato la mancanza di un centravanti di ruolo. Nel post-partita della sconfitta interna contro il Cagliari (1-2), lo stesso Allegri aveva ammesso come il piazzamento finale del Milan in classifica (5° e in Europa League) fosse meritato per quanto visto sul campo.
La rivoluzione di RedBird impone ora una transizione filosofica netta. Il club ha comunicato ai propri consulenti l'intenzione di abbandonare definitivamente il modulo 3-5-2 e l'atteggiamento basato sul blocco difensivo basso. Il nuovo Milan ripartirà da una leadership condivisa in armonia con la proprietà e da un progetto tattico arioso, focalizzato sul recupero alto del pallone e sullo sviluppo del gioco sulle corsie esterne attraverso i moduli 4-2-3-1 o 4-3-3.
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