"Lato Milan, situazione assolutamente ancora in divenire con Iraola che ha preso tempo, e quando prendi tempo di fronte a una proposta da parte del Milan è evidente che vuoi aspettare altre soluzioni, dal Crystal Palace al Bayer Leverkusen allo stesso Liverpool, perché attenzione che non è da escludere che il Liverpool possa anche clamorosamente separarsi da Slot nei prossimi giorni e a quel punto Iraola diventerebbe il prescelto per la panchina del Liverpool. Quindi il Milan credo che debba dirigersi altrove. Se sceglierà come direttore tecnico a Rangnik, se accontenterà quelle che sono le sue richieste".
Successivamente, Di marzio ha voluto parlare anche della situazione del Napoli, con Massimiliano Allegri come possibile candidato per prendere il posto di Antonio Conte, occhio però anche ad Italiano.
"Poi torniamo alla A di Allegri perché sarà la giornata appunto della scelta definitiva, almeno dovrebbe essere oggi quella tra Italiano e Allegri. Italiano ha avuto il confronto, il contatto attraverso i suoi agenti in questo incontro misterioso di Roma, Allegri ha continuato i contatti nella giornata di ieri per sistemare un po' l'accordo biennale sacrificando anche qualcosa a livello economico. Di solito Allegri ha sempre guadagnato intorno ai 6 milioni a stagione, invece con Napoli l'accordo biennale dovrebbe aggirarsi intorno ai 5 a stagione, quindi 10 totali. Adesso sul tavolo di Chiavelli e De Laurentiis portati da Manna ci sono tutti e due i dossier con tutti e due gli accordi economici e quindi sarà poi presidente a dover fare la scelta se affidarsi ad Allegri o affidarsi a Vincenzo Italiano"
Tornando a Iraola, da quello che filtra, il tecnico spagnolo non vorrebbe lasciare la Premier League. Sul piatto, infatti, c'è un offerta arrivata dal Crystal Palace: ingaggio da 8 milioni di euro a stagione. Oltre alla parte economica c'è un altro tassello che non lo convince: il progetto tecnico del Milan. Senza la Champions, infatti, il diavolo non ha un budget così grande, e l'ex allenatore del Bournemouth ha paura di non riuscire a costruire una squadra 'forte'.
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