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Negli ultimi giorni la Procura di Milano ha avviato un inchiesta per un presunto giro di escort e droga della risata (palloncini gonfi di protossido di azoto, non rilevabile dai testi antidoping), che vedrebbe coinvolti (ma non indagati) diversi calciatori di Serie A. Al centro dell'indagine ci sarebbe l’agenzia "Ma.De Milano", accusata di favoreggiamento alla prostituzione.
Tra i nomi dei giocatori rivelati da alcuni giornali c'era anche quello di Rafael Leao, attaccante del Milan classe 1999. Il portoghese si è prontamente difeso dalle accuse tramite una storia pubblicata sul proprio profilo Instagram, specificando di essere totalmente estraneo ai fatti e spiegando che tutto è già nelle mani dei suoi legali. Di seguito, le sue parole.
"In questi giorni il mio nome, come quello di altri calciatori, è comparso su siti, social e giornali in riferimento a un'inchiesta della Procura di Milano. Ci tengo a chiarire in modo diretto che sono totalmente estraneo ai fatti oggetto dell'inchiesta. Non sono coinvolto e non ho commesso alcun reato. Invito tutti a evitare di associare il mio nome a questa situazione in modo arbitrario o superficiale, senza attenzione per la verità e rispetto per la vita privata. Prima che calciatori, siamo persone con una famiglia e una reputazione. Per questo ho già dato mandato al mio legale di tutelarmi in ogni sede nei confronti di chi continuerà a diffondere notizie false o lesive della mia reputazione".
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