Il bilancio stagionale: "Quello del Milan è a tutti gli effetti un fallimento. Se non si vuole usare questo termine, si può parlare di una grande delusione o di una pesante sconfitta, ma la sostanza non cambia. Quanto accaduto in casa rossonera è impensabile. La squadra ha letteralmente buttato via in sole dieci giornate tutto quello che di buono aveva costruito nella prima parte del campionato".
Le colpe di Allegri: "I motivi di questo crollo sono ben precisi. Il primo riguarda l'incapacità della squadra di evolversi, e questa è una responsabilità diretta di Massimiliano Allegri. Il gruppo non è mai cresciuto sotto il profilo del livello di gioco e delle prestazioni in campo".
Gli errori della società: "La mancata crescita dipende però anche da una rosa costruita male. In estate sono stati inseriti elementi espressamente richiesti da Allegri, come Adrien Rabiot e Luka Modric. Altri calciatori, invece, sono arrivati seguendo logiche totalmente diverse. Il riferimento va soprattutto ai tanti attaccanti inutili acquistati dal Milan in questi anni. Di conseguenza, le colpe dell'allenatore e gli errori di programmazione della società hanno esattamente lo stesso peso".
La nostra analisi sul disastro del Milan
—Il pensiero di Caressa corrisponde perfettamente a quello di Gerry Cardinale, che, il giorno dopo la sconfitta contro il Cagliari, ha licenziato con effetto immediato sia Allegri che la dirigenza. Ora non serve più identificare un colpevole: occorre trovare una soluzione. Il Milan sta già preparando le prossime mosse, con Ibrahimovic che si sta muovendo in prima persona per trovare il nuovo amministratore delegato, il nuovo direttore sportivo e il nuovo allenatore.
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