La perdita di appeal internazionale: il "no" di Iraola e Xavi
—Il fulcro della critica di Letizia risiede nell'ingenuità strategica con cui la nuova linea di comando si è presentata sul mercato internazionale, convinta che il solo blasone del brand potesse bastare a convincere professionisti di prima fascia.
"I fallimenti di Ibrahimović e Cardinale sono da record: in nemmeno una settimana stanno collezionando porte in faccia e figure poco degne del Milan. Che disastro. Il vero problema è che nel 2026 la gente sa, si informa, conosce e soprattutto fa i confronti. Se ti presenti da Iraola senza avere una struttura, una proposta, perché dovrebbe prenderti in considerazione solo perché sei il Milan? Purtroppo non sono più quei tempi".
Secondo l'analisi giornalistica, presentarsi al tavolo delle trattative con tecnici abituati ai contesti iper-strutturati di Premier League e Bundesliga senza avere un direttore sportivo in carica, un organigramma definito o un budget di mercato chiaro, ha azzerato la credibilità internazionale dei rossoneri.
Le accuse a Cardinale: "Decisioni di pancia e senza pianificazione"
—L'affondo si sposta poi sulla natura stessa del ribaltone societario del 25 maggio, descritto non come una mossa pianificata, ma come un impulso emotivo che ha privato il club delle sue figure più competenti dal punto di vista puramente calcistico.
Il Milan si ritrova così in un vicolo cieco. È costretto a inseguire i dossier di mercato già impostati dalla vecchia dirigenza, ma senza possedere la forza politica e la stabilità organizzativa per portarli a compimento nel bel mezzo della preparazione della stagione 2026-2027. Una bella gatta da pelare, con la nuova annata alle porte.
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