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Caos Milan, saltano i piani di Cardinale? La rivelazione sul dissidio tra Ibrahimović e Calvelli

Zlatan Ibrahimovic, Senior Advisor RedBird per AC Milan
Quasi scaduto l'ultimatum di Gerry Cardinale: al Milan è scontro tra il ticket Ralf Rangnick-Oliver Glasner, promosso da Massimo Calvelli e la pista Arne Slot-Ramón Planes caldeggiata, invece, da Zlatan Ibrahimović. Ecco cosa sta succedendo
Daniele Triolo Redattore 

Il countdown dei 7-10 giorni fissato lunedì 25 maggio dal proprietario di RedBird, Gerry Cardinale, è ufficialmente scaduto. Dopo i licenziamenti in tronco del vecchio management (Furlani, Moncada, Tare e Allegri), le caselle di amministratore delegato, direttore tecnico, direttore sportivo e allenatore del Milan per la stagione 2026-2027 rimangono per ora clamorosamente vuote. Dietro questo apparente immobilismo non c'è una mancanza di idee, ma una profonda guerra di potere interna che sta spaccando il club in due fazioni contrapposte. Tanto per cambiare.

Da un lato troviamo la visione aziendale e macroeconomica di RedBird; dall'altro l'anima di campo rappresentata dal Senior Advisor dell'area sportiva. Due filosofie distinte che hanno generato due "ticket" di candidati completamente differenti per la rinascita rossonera.


La fazione Calvelli: il modello tedesco e la filosofia delle "Tre K"

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A guidare la prima corrente è Massimo Calvelli, uomo di fiducia di Cardinale in RedBird ed ex CEO dell'ATP, accostato alla carica di amministratore delegato del Milan ad interim. La sua strategia prevede l'importazione del modello calcistico di stampo teutonico, basato sui precetti di Ralf Rangnick.

Rangnick, atteso domani da un cruciale summit con la Federazione austriaca per discutere il rinnovo come CT, è il perno di una filosofia costruttiva che si fonda su tre pilastri imprescindibili, le cosiddette "Tre K":

  • Kapital (Capitale): sostenibilità finanziaria e investimenti mirati su asset futuribili.
  • Konzept (Concetto): un'identità tattica chiara, codificata e comune a tutte le selezioni del club.
  • Kompetenz (Competenza): scelta di profili altamente specializzati nei ruoli chiave.
  • Se Rangnick dovesse accettare la direzione tecnica, il prescelto per la panchina rossonera sarebbe Oliver Glasner (fresco vincitore della Conference League con il Crystal Palace e già atteso dal Milan martedì per un colloquio), con il giovane Matthias Jaissle come prima alternativa.

    La fazione Ibrahimović: l'asse strategico con la scuderia Pimenta

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    Sull'altro fronte dello scacchiere siede Zlatan Ibrahimović. Lo svedese, dopo aver avallato la "rivoluzione di maggio" che ha azzerato la vecchia dirigenza, non ha alcuna intenzione di ricoprire un ruolo di facciata e reclama centralità assoluta nelle decisioni sportive. Per questo motivo, Ibra si oppone alla centralizzazione dei poteri richiesta da Rangnick.

    La controproposta di Ibrahimović si sviluppa lungo l'asse strategico guidato dalla potente agente Rafaela Pimenta, erede dell'impero di Mino Raiola. Il ticket alternativo prevede:

  • Direttore Sportivo: Ramón Planes. Dirigente spagnolo di respiro internazionale, ex Barcellona e Tottenham, in uscita dall'Al-Ittihad.
  • Allenatore: Arne Slot. Tecnico olandese reduce dalla vittoria della Premier League 2024-2025 con il Liverpool e appena separatosi dai Reds.
  • Il nodo cruciale: perché Zlatan teme l'ombra di Rangnick

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    Come rivelato dal Corriere della Sera, il motivo del veto di Ibrahimović è di natura prettamente politica. Rangnick, per legarsi al Milan, esige carta bianca assoluta: controllo totale sulla scelta del tecnico, sull'area scouting, sulle strategie di calciomercato e sulle giovanili. Un'egemonia a 360 gradi che finirebbe per depotenziare la figura di Ibrahimović, lasciandogli nuovamente le mani legate proprio nel momento in cui intende imprimere il suo marchio sul nuovo Milan.