Il nodo economico: la discrepanza da un milione lordo
—Nonostante la totale convergenza sulla parola, Allegri non ha ancora apposto la firma sul nuovo contratto con la società azzurra. Il motivo dello stallo risiede nella differenza economica tra i 5 milioni netti che il tecnico avrebbe percepito nel suo ultimo anno di contratto a Milano e i 4,5 milioni offerti da Aurelio De Laurentiis. L'entourage dell'allenatore pretende che il fondo RedBird copra questa differenza di 500mila euro netti, pari a circa un milione di euro al lordo, sotto forma di incentivo all'esodo (buonuscita).
Secondo quanto dettagliato da La Gazzetta dello Sport, questa specifica fattispecie era già regolata nero su bianco da un patto siglato un anno fa tra l'ex tecnico e la precedente dirigenza milanista. Tuttavia, l'attuale management di Casa Milan fa filtrare una linea di totale fermezza: il club rossonero non intende sborsare alcuna cifra aggiuntiva. Ritenendo forse come il passaggio immediato a una diretta concorrente estingua di fatto ogni pendenza morale.
Il corteggiamento storico di De Laurentiis
—L'approdo di Allegri all'ombra del Vesuvio rappresenta la fine di una lunghissima rincorsa di mercato firmata De Laurentiis. Il patron del Napoli aveva tentato di ingaggiare il tecnico livornese in ben tre passaggi a vuoto della storia recente:
Avvocati al tavolo dopo il ponte del 2 giugno
—La risoluzione formale del contenzioso è temporaneamente congelata a causa della pausa istituzionale per la Festa della Repubblica. A partire da lunedì 3 giugno, gli studi legali che curano gli interessi di Allegri, del Milan e del Napoli si riuniranno. L'obiettivo è trovare una transazione che sblocchi i contratti senza adire le vie legali. Permettendo così al Napoli di annunciare il nuovo allenatore e al Milan di formalizzare - eventualmente - l'ingaggio della nuova struttura tecnica guidata da Ralf Rangnick.
© RIPRODUZIONE RISERVATA



/www.pianetamilan.it/assets/uploads/202605/6b1cba37ac6e3aa240d68493079675de.jpg)