Il piano A: l'asse Rangnick-Glasner e l'algoritmo RedBird
—La strada che al momento appare maggiormente accreditata porta alla creazione di una struttura di stampo austro-tedesco. Lo scenario prevede l'insediamento di Ralf Rangnick nel ruolo di direttore tecnico plenipotenziario, affiancato in panchina da uno dei suoi storici allievi: Oliver Glasner (con cui è già stato pianificato un vertice nei primi giorni della prossima settimana) o, in subordine, Matthias Jaissle. La casella di direttore sportivo verrebbe poi occupata da un profilo operativo proveniente dalla Liga spagnola, individuato nei giovani Manu Fajardo o Jorge Rodríguez.
Questo modello sposa in pieno i dettami storici del fondo RedBird, basati sullo scouting predittivo e sulla valorizzazione di asset giovani. Tuttavia, l'accordo non è ancora siglato a causa delle rigide pretese di Rangnick. Il quale esige pieni poteri decisionali, massima autonomia sul mercato e l'assoluta assenza di interferenze da parte di altri membri della dirigenza.
La pista alternativa: lo scenario Planes-Pochettino e il duello dei media
—La seconda opzione sul tavolo prevede il binomio composto da Ramón Planes nelle vesti di direttore sportivo e Mauricio Pochettino come capo allenatore. Ricostituirebbero così il sodalizio già visto all'opera ai tempi del Tottenham. Su questa specifica trattativa, la stampa sportiva italiana si divide profondamente.
Le prospettive in casa rossonera
—Nonostante le comprensibili prudenze della stampa legata alle complesse condizioni contrattuali di Rangnick, le indicazioni raccolte confermano come la pista che conduce al manager tedesco e a Glasner rimanga l'opzione più calda e strutturata sul tavolo del Milan. La dirigenza non ha comunque abbandonato i contatti con l'entourage di Pochettino. Tenendo viva la soluzione qualora il dialogo con il creatore del modello RedBull dovesse subire una frenata definitiva sui poteri di firma.
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