Il modello RedBull e lo scouting: la filosofia di Rangnick
—Padrino riconosciuto del Gegenpressing e fonte di ispirazione per allenatori d'élite come Jürgen Klopp e Julian Nagelsmann, Rangnick si è distinto nel panorama calcistico mondiale soprattutto per le sue straordinarie doti manageriali. La sua capacità di strutturare club da zero e scovare talenti prima della loro consacrazione internazionale è comprovata dai fatti: fu lui a scoprire e lanciare un giovanissimo Roberto Firmino ai tempi dell'Hoffenheim, oltre a essere l'architetto del miracolo Lipsia, club portato stabilmente ai vertici della Bundesliga e in Champions League.
Rangnick è stato la mente strategica dell'intero progetto calcistico targato RedBull, una galassia che ha visto tra i suoi punti di forza anche il RB Salisburgo. In quel contesto, il dirigente tedesco ha battezzato la crescita professionale di Oliver Glasner e fornito una guida tecnica fondamentale a Matthias Jaissle. Due profili che oggi tornano d'attualità per il futuro assetto tattico del club rossonero.
Cosa chiede Ralf Rangnick per dire sì al Milan: le condizioni
—Secondo le ultime indiscrezioni di mercato raccolte a seguito del summit strategico avvenuto a Vienna, Rangnick ha espresso sensazioni positive in merito alla proposta rossonera, ma ha fissato paletti molto rigidi per il suo sbarco a Milano. Per firmare il contratto, il manager richiede pieni poteri decisionali nell'area sportiva, massima autonomia operativa e la totale assenza di interferenze esterne nelle sue scelte di campo e di mercato.
Questo pacchetto di richieste include anche la facoltà di scegliere il nuovo allenatore. Se da un lato Rangnick ha caldeggiato i profili dei suoi fedelissimi come Jaissle, la dirigenza valuta parallelamente piste internazionali di spessore: sono infatti emersi contatti concreti con Mauricio Pochettino, attualmente Commissario Tecnico della Nazionale degli U.S.A., inserito in una ristretta corsa a tre per la panchina del Milan.
Pochettino o Jaissle: chi sarà il nuovo allenatore del Milan?
—La storia recente del Milan impone prudenza. La convivenza tra anime dirigenziali forti in Via Aldo Rossi ha già mostrato crepe in passato, motivo per cui la richiesta di assoluta chiarezza avanzata da Rangnick si rivela un passaggio obbligato per evitare cortocircuiti gestionali. La palla passa ora a Cardinale e Ibrahimović. Se la risposta alle condizioni del tedesco sarà affermativa, il Milan potrà ufficialmente inaugurare un ciclo totalmente inedito, fondato su pieni poteri, competenza e programmazione a lungo termine.
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