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Milan, la mossa di Cardinale: fuori Elliott con i soldi di Comvest. Scenari e tempistiche

Daniele Triolo Redattore 
Gerry Cardinale, managing partner del fondo RedBird e proprietario del Milan, ha intenzione di estinguere in tempi molto brevi il 'vendor loan' in piedi con il fondo Elliott, affrancando così i Singer dal club rossonero. Come? Grazie a Comvest

Secondo 'La Gazzetta dello Sport' oggi in edicola, il progetto di Gerry Cardinale, managing partner del fondo RedBird Capital Partners e proprietario del Milan, è quello di rifinanziare il debito che oggi ha con il fondo Elliott Management Corporation con l'obiettivo di chiuderlo entro il primo trimestre dell'anno 2026, cioè entro il mese di marzo.

RedBird liquiderà Elliott con i soldi Comvest: stabilità e continuità

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Quale debito? Il 'vendor loan'. Il prestito del venditore al compratore inizialmente concesso da Elliott a RedBird, nell'agosto 2022, per l'acquisizione del Milan, ovvero 550 milioni di euro più interessi, con scadenza agosto 2025. Cifra, però, successivamente rinegoziata, nel dicembre 2024, per un importo dovuto più basso (489 milioni di euro più interessi, grazie al versamento di una tranche dei soldi da parte di Cardinale) e con una scadenza più in là nel tempo (luglio 2028).

Da chi reperire i soldi? A subentrare a Elliott sarebbe Manulife Comvest, società d'investimento con base a Toronto (Canada). Per la 'rosea', il vantaggio che Cardinale avrebbe nel farsi rifinanziare il debito da Comvest sarebbe duplice. Da un lato, allungherebbe ulteriormente i tempi della restituzione, abbassando contestualmente i tassi di interesse del nuovo prestito. Dall'altro, Cardinale e i suoi uomini resterebbero (da soli) al comando del club con un progetto rossonero a lungo termine e con un orizzonte temporale più ampio di quello permesso dalle condizioni attuali. Parole chiave: stabilità e continuità.


Il futuro partner vedrebbe nel Milan un'occasione interessante da cogliere, visti i tre bilanci consecutivi in attivo (+ 6 milioni di euro nel 2023, + 4 milioni nel 2024 e + 3 milioni nel 2025) e l'operazione nuovo stadio in itinere. Risultati da tenere in considerazione se, in futuro, ci sarà da costruire un'eventuale nuova governance del Milan. Ad oggi, dunque, il Presidente Paolo Scaroni e l'amministratore delegato Giorgio Furlani non sembrerebbero 'a rischio taglio'. E anche mercato e i temi di attualità, come la trattativa in piedi con Mike Maignan per il rinnovo del suo contratto, non subiranno influenze, variazioni o rallentamenti per via dei cambi al vertice della piramide.