Panchina Milan – Un viavai senza fine. Ed a giugno arriva Rangnick

Panchina Milan – Un viavai senza fine. Ed a giugno arriva Rangnick

Dal 2004 ad oggi soltanto Brescia, Udinese e Genoa hanno cambiato più allenatori del Milan. Pronto ad accogliere, in estate, il tedesco Ralf Rangnick …

di Daniele Triolo, @danieletriolo
Ralf Rangnick

NEWS MILAN – Il ‘Corriere dello Sport‘ oggi in edicola ha ricordato come, dalla stagione 2013-2014 ad oggi, quindi nel giro di sole sei stagioni, il Milan abbia già cambiato la bellezza di dieci allenatori. Unica squadra tra le big del massimo campionato ad aver avvicendato così tanti tecnici nello stesso arco temporale. Una ‘girandola’, questa, frutto dei tanti cambi ai vertici societari e delle continue rivoluzioni che, però, non hanno sortito gli effetti sperati. Ed a giugno dovrebbe arrivare Ralf Rangnick

Dal gennaio 2014, quando fu esonerato Massimiliano Allegri, sono passati dunque per il Milan altri nove allenatori e nessuno di loro è stato capace di riportare il club in Champions League. Ha sfiorato l’impresa soltanto Gennaro Gattuso, nella passata stagione, fallendo l’aggancio al tanto agognato quarto posto di un solo punto. Tanti, invece, sono stati i flop, tra scelte illogiche della società ed esoneri, magari, un po’ troppo affrettati, con tecnici che, magari, non hanno avuto neanche il tempo di iniziare un percorso in rossonero.

Dal 2004 ad oggi, il Milan, con dieci tecnici cambiati, è al quarto posto di questa speciale graduatoria, dietro soltanto a Genoa (11), Udinese (12) e Brescia (20); in pratica, i rossoneri ‘vantano’ la stessa media di cambio allenatore di una squadra che lotta per la salvezza e, forse, non è proprio un caso se il progetto tecnico del Diavolo, ogni stagione, fatica a decollare. Esonerato Allegri, nel 2014, arrivò Mauro Tassotti, ‘ad interim‘, prima dell’approdo dell’olandese Clarence Seedorf, che ancora giocava a calcio in Brasile, nel Botafogo, e che venne convinto dal Presidente Silvio Berlusconi a mollare tutto per diventare allenatore.

Sei mesi per l’olandese, con la squadra che arrivò a sfiorare l’Europa League, e poi l’esonero per dissidi interni legati al dualismo tra Adriano Galliani e Barbara Berlusconi. Durò una stagione (2014-2015) l’ex centravanti Filippo Inzaghi, che non andò oltre la metà classifica, e neanche un’annata intera (2015-2016) il serbo Sinisa Mihajlovic, il quale, dopo aver conquistato la finale di Coppa Italia, fu esonerato da Berlusconi nel finale di stagione, lasciando a Cristian Brocchi, allora tecnico del Milan Primavera, il proscenio conclusivo.

Si ripartì, stagione 2016-2017, con Vincenzo Montella, che riuscì a centrare la qualificazione ai preliminari di Europa League e la vittoria in Supercoppa Italiana a Doha contro la Juventus, salvo poi essere sostituito, dalla dirigenza del Milan ‘cinese’, rappresentata in Italia da Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli, da Gattuso (novembre 2017), anch’egli, com’era stato per Brocchi, promosso dalla Primavera rossonera. Questo è stato l’anno iniziato con Marco Giampaolo, esonerato ad ottobre, e che terminerà con Stefano Pioli il quale, verosimilmente, in estate si farà da parte per far posto a Rangnick.

Un viavai incredibile sulla panchina del Milan e pochi, pochissimi frutti incamerati dal club di Via Aldo Rossi. La speranza è che la prossima, con il tecnico tedesco, possa essere veramente quella buona, di un progetto serio, credibile e, logicamente, duraturo. Rangnick, per portarsi avanti con il lavoro, avrebbe già avanzato le prime richieste di mercato al Milan … vediamole insieme!

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