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Milan, si è spezzato l’incantesimo: ora neanche il secondo posto è più al sicuro

'Il Milan si è fatto sentire con gli arbitri settimana scorsa. Ma si è fatto sentire con chi?! Non lo so. So solo che il Milan perde la partita con il Parma per un gol, per il quale ho chiesto conto a Graziano Cesari, moviolista di Mediaset. Lui mi ha scritto così: 'Non c'era un fallo'. E io: 'Ah'. Lui ha continuato: 'Ce n'erano due: il blocco su Maignan e il fallo di Troilo'. Piccinini non se l'è sentita di andare contro il Var. Il Milan perde la partita per un gol che era da annullare'.
La sconfitta del Milan contro il Parma spiana la strada alla vittoria dello scudetto dell'Inter. Ora per i rossoneri è il momento di guardarsi le spalle dalle inseguitrici
Redazione PM

L'edizione del 'Corriere dello Sport' oggi in edicola presenta un'approfondimento sul Milan, uscito sconfitto dalla sfida di San Siro contro il Parma. Per i rossoneri è il momento di tornare a guardarsi le spalle, l'Inter, a dieci punti di vantaggio, può navigare serenamente verso lo scudetto. Le sconfitte di Napoli e Juventus hanno consentito al Diavolo di mantenere  otto punti di vantaggio sulle inseguitrici, ma a 12 partite dalla fine, con 3 scontri diretti ancora da giocare (Inter, Juve e Atalanta), il secondo posto non è più così certo.

Milan, Leao e Pulisic sottotono

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La seconda sconfitta della stagione è anche la seconda volta in cui il Milan non riesce a fare gol. Accadde anche a Torino contro la Juve, ma in quella circostanza c'era il rimpianto per il rigore sbagliato da Pulisic e un paio di occasioni sprecate da Leao, alle prese con i primi sintomi di pubalgia. 


Captain America è stato un cecchino infallibile nella prima parte di stagione, ma nelle ultime settimane il suo rendimento è calato. La parabola discendente di Pulisic è testimoniata dagli sprechi contro Fiorentina e Parma. Leao ha centrato un palo interno, forse la migliore occasione del Milan. Con l'ingresso di Fullkrug, il portoghese è tornato sulla fascia sinistra, senza però riuscire a fare la differenza.

Si è spezzato l'incantesimo

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Con Rabiot attento a non farsi ammonire e senza Loftus-Cheek, uscito subito dopo il grave scontro con Corvi, le altre carte a disposizione non hanno inciso come sperato. Non è una questione di gioco o di possesso palla, perché il Milan è stato padrone del campo dall'inizio alla fine, ma un problema di mira e precisione. 

Dopo la vittoria con il Bologna è come se si fosse interrotta una magia. Prima il pareggio col Como, poi la sconfitta contro il Parma, tutto nel giro di quattro giorni. Queste partite sono un campanello d'allarme da non ignorare, ora occhio a chi insegue dietro.