Allegri, poi, è passato ad una disamina più specifica della partita vinta contro il Lecce che, dopo tanti tiri in porta neutralizzati da un ottimo Wladimiro Falcone, è capitolato a un quarto d'ora dalla fine con l'ennesimo gol che il Milan, in questa stagione, ha 'pescato' dalla panchina. «Con i cinque cambi e come è diventato il calcio oggi, le sostituzioni diventano determinanti - ha spiegato Allegri -. Contro il Lecce, però, sono stato in difficoltà a fare i cambi, perché la squadra stava facendo bene e dava la sensazione di poter segnare da un momento all’altro. Chi entra deve alzare il livello, soprattutto in certi momenti della partita. Stavolta c’era bisogno di Füllkrug dentro l’area, anche più freschezza mentale. I ragazzi sono stati bravi così com’era successo già a Como. La dimostrazione che è un gruppo meraviglioso che sta facendo un percorso importante».
"Füllkrug soluzione importante: può giocare con tutti gli altri attaccanti"
—Sul perché non abbia provato a togliere un difensore per aumentare la pressione in avanti, Allegri ha risposto così. «Non ne vedevo il bisogno, le marcature preventive dei tre centrali dietro ci sono servite poi per fare bene in attacco. In partite così, non va comunque sottovalutato il rischio di prendere un contropiede e compromettere tutto». E sulla possibilità di vedere un Milan con tre punte, con Christian Pulisic e Rafael Leão ai lati di Füllkrug, Allegri ha spiegato: «Niclas è arrivato da poco, non si era allenato molto al West Ham, poi ha preso pure questa botta al piede. È una soluzione importante per questi finali di partita, così come lo era stato a Como. Può giocare con tutti gli altri attaccanti della rosa».
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Allegri, dopo Milan-Lecce, ha quindi elogiato la prova di Ardon Jashari, schierato in regia al posto di Luka Modrić («Ha fatto davvero una bella partita, sia sul piano del palleggio che dell’intensità fisica e della corsa»), quella di Samuele Ricci («E’ un ragazzo intelligente, ti dà copertura, si accoppia con il regista basso e allo stesso tempo è anche verticale quando si deve inserire») e anche quella di Pervis Estupiñán («Non era facile per lui, ma mi è piaciuto»). Il complimento più bello, però, ha chiosato la 'rosea', Allegri l'ha riservato al suo pupillo, Adrien Rabiot: «È un giocatore da finale di Champions, ha un motore diverso dagli altri».
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