Il nuovo tecnico rossonero svela i suoi piani tattici: investimenti su Gonçalo Ramos, la gestione di Rafa Leão e il rientro di Samuele Chukwueze e Yunus Musah

- Milano
Gerry Cardinale, managing partner RedBird e proprietario AC Milan, accoglie il nuovo allenatore Rúben Amorim nel centro sportivo di Milanello

Milan, Amorim a Milanello: al centro sportivo lo accoglie il proprietario Cardinale

Rúben Amorim, ex allenatore di Sporting Lisbona e Manchester United, è stato presentato ufficialmente ieri pomeriggio nella sala stampa di 'Casa Milan' come nuovo tecnico del Milan per la stagione 2026-2027. Nel corso di una fitta conferenza stampa, il tecnico classe 1985 non si è limitato a ribadire l'obiettivo di conquistare lo Scudetto della Seconda Stella attraverso un calcio offensivo e dominante, ma ha offerto spunti tattici estremamente precisi sui singoli elementi della rosa e sulle strategie del mercato estivo.

L'investimento Gonçalo Ramos e la rivoluzione dei trequartisti

Ad Amorim è stato chiesto anzitutto un parere sull'acquisto più oneroso dell'estate rossonera, quel Gonçalo Ramos strappato al PSG per una cifra record di 74 milioni di euro. L'allenatore portoghese ne ha esaltato le doti da centravanti d'area, capace di fare reparto da solo e di muoversi negli spazi stretti contro le difese chiuse tipiche del campionato italiano:
«Mi piace tanto, l’avete visto con la Croazia? Ha segnato in mezzo a tre difensori, in una situazione che si vede spesso anche in Italia. Le persone guardano solo il talento, io vedo invece proprio il giocatore. Guardate Gonçalo giocare, vi bastano 5 minuti. Lui per me è un messaggio: vuol dire che crediamo nel gruppo e nella squadra»
Rúben Amorim, nuovo allenatore AC Milan, a 'Casa Milan' durante la conferenza stampa della sua presentazione

Alle spalle della punta centrale, il modulo 3-4-2-1 ideato da Amorim prevede l'impiego di due trequartisti dai compiti dinamici. Nell'idea del tecnico portoghese, le mezze punte dovranno avere la capacità di partire larghe sulla fascia per poi accentrarsi ed agire tra le linee. Uno dei titolari inamovibili di questo scacchiere sarà Christian Pulisic, per il quale l'allenatore ha già un piano ben definito:

«Perfetto per il calcio italiano, può fare la differenza con la D maiuscola. Ho le idee chiare su come voglio vederlo giocare. Soprattutto con il piede destro, partendo dal lato sinistro. Anche se lo voglio tra le linee, non attaccato al fallo laterale»

Le gerarchie esterne: da Rafael Leão al rientro di Chukwueze

La collocazione di Pulisic sulla trequarti sinistra apre inevitabilmente il dibattito sulle rotazioni esterne, dove figura anche Christopher Nkunku come alternativa di lusso, e sulla posizione di Rafael Leão. Amorim ha usato parole diplomatiche ma di grande stima per il connazionale, definendolo un punto fermo della squadra:
«Rafa ha fatto bene al Mondiale, è uno dei nostri giocatori con la G maiuscola»

È difficile, però, ipotizzare un Milan con Leão in campo se Pulisic, di fatto, agirà in quella che è sempre stata la posizione del nativo di Almada. Subito dopo, il tecnico si è soffermato su Samuel Chukwueze, di rientro a Milanello dopo l'esperienza annuale trascorsa in prestito in Premier League con la maglia del Fulham. Il nigeriano farà parte integrante della rosa rossonera:

«Chukwu resta, ci servono giocatori che possono andare uno contro uno e lui ha grande qualità e ci offre delle alternative»

I jolly Saelemaekers e Musah e lo sguardo verso il vivaio

Nelle rotazioni esterne del nuovo corso troverà ampio spazio anche Alexis Saelemaekers. Nel 3-4-2-1 di Amorim, il belga cambierà verosimilmente fascia rispetto all'ultima stagione, dove Massimiliano Allegri lo aveva impiegato stabilmente a tutta fascia sulla corsia destra nel 3-5-2:
«Può giocare sia a destra che a sinistra, anche se lui preferisce a sinistra per poi rientrare»

Una chance di permanenza verrà concessa anche a Yunus Musah, reduce dal prestito all'Atalanta. Il centrocampista statunitense inizierà il ritiro estivo con l'obiettivo di assimilare rapidamente i nuovi dettami tattici del mister.

«Avremo diversi calciatori che l’anno scorso non erano qui. Se giocano bene, se assorbono le mie idee, allora troveremo un posto per loro: prima di guardare fuori guardiamo bene cosa abbiamo dentro»

In perfetta coerenza con la filosofia di valorizzazione interna del club, Amorim ha concluso la conferenza facendo i nomi di alcuni giovani talenti del settore giovanile rossonero che saranno aggregati fin da subito alla prima squadra nel ritiro estivo, per valutarne l'impatto immediato: si tratta di Aurelien Guernier, Yahya Idrissi, Christian Comotto e Alphadjo Cissè.

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