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Leao non dribbla più, dati in calo anno dopo anno: il Milan rifletterà sul suo futuro

Rafael Leao, attaccante AC Milan, qui durante Sassuolo-Milan di Serie A
Rafael Leao, attaccante del Milan, non sta vivendo una stagione memorabile. Il tutto testimoniato dai numeri. Il club rossonero potrebbe valutare una separazione da lui a fine stagione per un motivo molto semplice
Daniele Triolo Redattore 

Il 'Corriere dello Sport' oggi in edicola ha dedicato un approfondimento a Rafael Leao, attaccante del Milan, che, va detto, non sta vivendo una stagione memorabile. Ha segnato 10 gol e fornito 3 assist in 29 partite tra Serie A e Coppa Italia, ma è pur vero che il portoghese sembra aver perso la sua caratteristica principale, ovvero il dribbling bruciante in velocità sul diretto avversario.

Le motivazioni per questo declino di Leao da questo punto di vista possono essere molteplici: dal cambio ruolo (non gioca più nella sua 'comfort zone', l'adorata fascia sinistra, bensì accentrato, nel ruolo di punta) alla condizione atletica (convive da dicembre con la pubalgia), al calo delle motivazioni. Fatto sta che ciò che rendeva Leao speciale, oggi, sembra non esserci più.


Milan: Leao, i dribbling devastanti sono un ricordo

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Nella stagione in corso, ha ricordato il 'CorSport', Leao ha tentato 56 dribbling, completandone 24, per una percentuale del 42,86% su 27 presenze e 1.779' complessivi in Serie A. Si tratta del peggio dato della sua storia milanista. Nelle prime due stagioni, aveva compiuto 63 e 70 dribbling, completandone rispettivamente 39 e 40 ed erano fino a questa stagione i numeri peggiori della sua esperienza milanista.

Dal 2021 al 2025, per Leao, dati sui dribbling in tripla cifra, ma sempre in calo: 184, 160, 144 e 120 tentati, di cui riusciti 98, 79, 77, 59. Il Leao dello Scudetto 2022, quello che aveva trascinato il Milan in semifinale di Champions nel 2023, insomma, è progressivamente sparito con il passare degli anni. Fino al crollo verticale in questa stagione. Certo, il modulo 3-5-2 di Massimiliano Allegri lo ha allontanato dalla fascia, dove aveva spazio per puntare l'uomo e dove riceveva più palloni giocabili. Ma è pur vera un'altra cosa.

Il club rifletterà se sia il caso di andare avanti insieme o meno

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Quando prende palla, il numero 10 del Milan appare senza spunto e rapidità. Può soltanto la pubalgia giustificare un'evoluzione del genere? Magari i fischi dei tifosi - visto che è un ragazzo molto sensibile - lo stanno abbattendo più di altri giocatori. Nel prossimo calciomercato estivo il Milan rifletterà sul suo futuro e deciderà se sarà ancora il caso o meno di andare avanti insieme.

La nostra analisi: quando non aveva la pubalgia, era comunque decisivo

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I numeri, poco da dire, sono impietosi e testimoniano il calo di Leao in una delle sue caratteristiche tecniche più importanti. Va però anche detta una cosa. Probabilmente, avesse giocato sempre sulla fascia sinistra senza provare qualcosa di diverso, avrebbe esaurito ancora prima il meglio in carriera. In fin dei conti, con l'età la velocità di un giocatore diminuisce, non aumenta.

Giocando da punta, Leao ha avuto modo di 'allargare il suo repertorio', assicurandosi qualche anno di carriera in più in una posizione dove - se in perfette condizioni fisiche - può fare male. Sarà in difficoltà, ma è pur sempre il top scorer stagionale del Milan e quando ha giocato libero dalla pubalgia, da ottobre a dicembre 2025, anche da centravanti atipico ha giocato bene e lasciato spesso il segno sotto rete. Prima di essere scaricato, merita un'altra opportunità: in perfette condizioni atletiche e con una maggiore dose di fiducia da parte di tutti.