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RASSEGNA STAMPA

Milan, che crollo: i numeri dal sogno scudetto alla lotta Champions

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Un Milan a due facce: quello del ritorno 'totalmente' diverso da quello visto all'andata. I dati allarmano...
Alessia Scataglini
Alessia Scataglini

Nel corso dell'attuale stagione abbiamo potuto vedere due Milan; quello del girone di andata e quello del girone di ritorno. Nelle prime 19 partite giocate, il diavolo ha conquistato 42 punti: 12 vittorie, 6 pareggi e una sola sconfitta, con una media punti di 2,21 a partita. Nelle successive, invece, sono arrivate 7 vittorie, 4 pareggi e ben 5 sconfitte, con una media punti di 1,56 a partita.

Ma non è tutto: i gol fatti, fino alla prima sfida di gennaio, erano 32 mentre, al ritorno, la quota è scesa a 16, un calo veramente drastico. molto più stabile, invece, il dato legato ai gol subiti: da 15 siamo passati a 14, ma ci sono ancora 3 partite da disputare.


I dati offensivi spaventano...

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Quello che preoccupa di più, però, è il rendimento del reparto offensivo. Il Milan crea molto meno e, di conseguenza, conclude meno e concretizza peggio rispetto all'andata. Gli expected goals prodotti erano 32,57 nel girone di andata mentre, al ritorno, il dato è sceso a 25,63. 

Ad allarmare ulteriormente c'è anche il dato legato alla pericolosità offensiva. Nell'ultimo mese, come abbiamo potuto ben vedere, i rossoneri di Allegri hanno faticato moltissimo solo per calciare nello specchio della porta. A calare anche i volume complessivo dei tiri: da 14 a poco più di 12.

Difesa: i numeri

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Per quanto riguarda la difesa, invece, il calo è meno evidente, am resta comunque significativo. La media legata ai gol subito è rimasta, più o meno, la stessa, ma a differenza del girone di andata, il Milan concede qualcosa di più agli avversari: troppi tiri connessi e tante disattenzioni. 

Basti pensare ai contropiede lasciati fare ai calciatori dell'Udinese, oppure dall'unica azione fatta dal Napoli che ha portato poi al gol di Politano.

 Ma a cosa è dovuto questo calo tecnico? Nel girone di ritorno, i rossoneri hanno aumentato di gran lunga l'intensità del pressing offensivo ma, allo stesso tempo, sono riusciti a trovare meno squadre che potessero aggredire alto, riducendo di molto gli spazi per le ripartenza, punto forte dei rossoneri.

Il problema, però, va oltre al lato tattico: la squadra costruisce occasioni, difende ancora 'bene' e tutto, ma non è presente più quella scintilla che ha caratterizzato la squadra nel corso dei mesi. Il Milan ha bisogno di lucidità e continuità. Ed è qui che entra in gioco Allegri.

Il tecnico livornese avrà un compito molto arduo: riportare la giusta mentalità alla squadra e conquistare questa Champions League. Il gioco può rimanere anche lo stesso, ma se a mancare è la mentalità, la strada non sarà molto lunga...