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Adrien Rabiot (centrocampista AC Milan), qui durante Milan-Lecce 1-0 (Serie A 2025-2026) | News (Getty Images)
'La Gazzetta dello Sport' oggi in edicola ha dedicato un approfondimento ad Adrien Rabiot, classe 1995, centrocampista francese giunto al Milan - nel corso dell'ultimo calciomercato estivo - per 7 milioni di euro più 2,5 milioni di euro di bonus dall'Olympique Marsiglia. Un po' per volere di Massimiliano Allegri, che già lo aveva allenato alla Juventus. E un po' grazie all'OM, che ha scaricato Rabiot dopo la violenta lite di inizio stagione negli spogliatoi di Rennes con il compagno di squadra Jonathan Rowe, oggi al Bologna.
L'arrivo di Rabiot, ad ogni modo, è stato una benedizione per il Milan. Quasi sempre titolare (ovvero ogni volta che è stato a disposizione, eccezion fatta per la trasferta di Firenze), mai sostituito e dal rendimento altissimo. Sulla 'rosea', ha una media voto del 6,64, in Serie A inferiore soltanto a quella di Luka Modrić (6,76). Grazie alla costanza nelle sue prestazioni, è uno degli elementi cardine del Diavolo che proverà, in questa seconda parte di stagione, a dare fastidio all'Inter nella lotta Scudetto. Senza dimenticare che l'obiettivo minimo è quello della qualificazione alla prossima edizione della Champions League.
In questo primo scorcio del 2026, ha sottolineato il quotidiano sportivo nazionale, Rabiot ha ulteriormente alzato il suo rendimento, impreziosito dalla doppietta e dal rigore conquistato in Como-Milan 1-3. E il numero 12 rossonero, ça va sans dire, sarà in campo anche martedì 3 febbraio, alle ore 20:45, per Bologna-Milan allo stadio 'Dall'Ara'. Guiderà, come sempre, la mediana da vero e proprio leader e, magari, cercherà anche di migliorare il suo 'score' realizzativo contro la squadra di Vincenzo Italiano. Compagine contro cui, all'andata, ha esordito con la maglia rossonera.
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In campo Rabiot si sente: corra, lotta, segna e lavora, di concerto con Modrić sul terreno di gioco e Allegri fuori, per riportare il Milan nell'élite del calcio italiano ed europeo. In Serie A ha già vinto lo Scudetto, nel 2020, alla Juventus con Maurizio Sarri allenatore: festeggiare un titolo con il Milan del suo 'papà calcistico' Allegri, per giunta quello della Seconda Stella, avrebbe però un sapore davvero diverso.
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